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“L’ho osservato come un falco e mi sono detta, ok non sto impazzendo ha l’Alzheimer”: la confessione della moglie di Bill Ritter che ha “smascherato” la malattia

Il celebre volto del telegiornale newyorchese si racconta insieme alla moglie Kathleen Friery, tra i primi segnali sottovalutati, mesi di esami e la forza di reinventarsi dopo la diagnosi

di Redazione FqMagazine
“L’ho osservato come un falco e mi sono detta, ok non sto impazzendo ha l’Alzheimer”: la confessione della moglie di Bill Ritter che ha “smascherato” la malattia

Per anni Bill Ritter è stato la voce rassicurante che, seduto dietro il bancone di WABC-TV Eyewitness News, raccontava agli spettatori di New York le notizie più complesse. Oggi, a 76 anni, è lui stesso protagonista di una storia difficile da raccontare: quella della sua diagnosi di Alzheimer in fase iniziale. A rivelarlo, in un’intervista esclusiva, è il magazine americano People, che dà voce al giornalista e a sua moglie, Kathleen Friery.

Tutto è cominciato con piccoli episodi che “chiunque, a una certa età, potrebbe archiviare senza troppi pensieri”: un nome che non veniva in mente, un luogo dimenticato per qualche istante. Per Ritter, però, quella sensazione era diversa da un semplice calo dovuto all’età, come racconta lui stesso a People. In fondo, una parte di lui sapeva che qualcosa non tornava.

Anche Kathleen se n’era accorta, ma per un po’ ha esitato prima di parlarne apertamente col marito, temendo la sua reazione. Quando finalmente ha trovato il coraggio, la risposta di Bill l’ha sorpresa: lui stesso si era accorto di quei vuoti di memoria.

La coppia ha iniziato a consultare i medici all’inizio del 2024, ma la prima diagnosi parlava di un lieve decadimento cognitivo (MCI), una condizione che non sempre sfocia nell’Alzheimer. I dottori avevano consigliato di “osservare” la situazione, lasciando alla coppia una speranza a cui aggrapparsi.

Ritter aveva persino alleggerito i suoi impegni lavorativi, abbandonando prima l’edizione delle 23 e poi quella delle 17, convinto che dormire di più potesse risolvere tutto. Ma i sintomi non sono migliorati, e Kathleen ammette di aver iniziato a osservarlo con estrema attenzione, soprattutto durante le dirette, dove però tutto sembrava filare liscio: sul lavoro nessuno si era accorto di nulla, nemmeno una delle specialiste che lo seguiva, che pure lo vedeva in televisione ogni sera.

Secondo Ritter, il motivo è semplice: davanti alle telecamere, con il testo pronto e le domande preparate, quel meccanismo così radicato dopo decenni di carriera continuava a funzionare perfettamente.

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