Per la prima volta negli Stati Uniti è stato rimosso un tumore con un robot da due milioni di dollari. Il macchinario ha permesso di eseguire, con successo e al di fuori di studi clinici, la prima mastectomia robotica a porta singola con conservazione del capezzolo. A sottoporsi all’intervento è stata la quarantaseienne Vicky Pan, cittadina californiana, moglie e madre di due figli che, nell’estate del 2025, durante un’autopalpazione routinaria, si è accorta di avere un nodulo al seno destro. Preoccupata, si è recata dal medico scoprendo, poi, di avere un tumore al seno triplo negativo aggressivo e a rapida crescita che, secondo quanto riportato dalla rete sanitaria non profit Sutter Health, si era già diffuso ai linfonodi.
La notizia ha turbato Pan, soprattutto per le conseguenze che la diagnosi avrebbe avuto sulla sua famiglia. Ma, dopo aver effettuato estenuanti cicli di chemioterapia e immunoterapia, le prospettive future della donna sono iniziate a cambiare grazie a un robot chiamato Carol. Vicky si è sottoposta ad una rivoluzionaria mastectomia robotica.
“Ero nervosa ed emozionata allo stesso tempo. Nervosa perché si trattava di un intervento importante, il primo della mia vita. Ma ero anche emozionata all’idea di liberarmi del tumore”, aveva dichiarato Pan, come riportato dal New York Post. L’operazione è stata eseguita presso il campus di Oakland, in California, dell’Alta Bates Summit Medical Center di Sutter dalla Dott.ssa Rita Kwan-Feinberg, specializzata in chirurgia oncologica. La medica è stata assistita dal costosissimo Carol, un robot da Vinci SP donato da Peter Read, un marito in lutto per la perdita della moglie, Carol Ann, a causa di un tumore al seno.
L’operazione è stata un successo. Il tumore di Pan è stato rimosso, il 9 marzo 2026, con “una precisione così microscopica che il suo corpo è rimasto sostanzialmente inalterato”. Infatti, il sistema chirurgico robotico a porta singola, come specificato da Sutter, “consente di eseguire interventi chirurgici attraverso un’unica, piccola incisione, migliorando la precisione, riducendo al minimo le cicatrici visibili e favorendo un’esperienza di recupero più incentrata sul paziente”.
Ed è proprio “attraverso quella piccola incisione”, che “siamo in grado di inserire una telecamera ed eseguire interventi chirurgici di grande precisione con piccoli strumenti che replicano i movimenti delle mani” di chi sta operando, ha affermato la dottoressa Kwan-Feinberg. In sostanza il medico utilizza il robot per osservare in “visione 3D. Posso vedere il sangue che scorre in quei vasi perché l’ingrandimento è così elevato e il livello di dettaglio così alto”, ha proseguito la chirurga.
(Foto dal sito ufficiale Sutter Heath)