Musica

Peppino Di Capri: champagne, Beatles e tre figli. Tutta la vita (mai banale) del re del Festival di Napoli

Una piccola curiosità Lo pseudonimo "Peppino di Capri" sarebbe nato da un'intuizione del musicista Mario Cenci, che gli avrebbe detto più o meno "vieni da Capri, ti chiami Giuseppe, il tuo nome d'arte è già scritto"

di Redazione FqMagazine
Peppino Di Capri: champagne, Beatles e tre figli. Tutta la vita (mai banale) del re del Festival di Napoli

Ottantasei anni, sessant’anni e passa di carriera, due Sanremo vinti, un palco condiviso (per caso, o quasi) con i Beatles e una vita privata che definire “movimentata” è quasi riduttivo. Peppino Di Capri, al secolo Giuseppe Faiella, è morto oggi 11 luglio.

Una piccola curiosità Lo pseudonimo “Peppino di Capri” sarebbe nato da un’intuizione del musicista Mario Cenci, che gli avrebbe detto più o meno “vieni da Capri, ti chiami Giuseppe, il tuo nome d’arte è già scritto”. Il diretto interessato, in alcune interviste, ha però smentito questa versione della storia, lasciando un piccolo giallo aperto sulla nascita del suo nome d’arte.

L’artista nasce a Capri il 27 luglio 1939, sotto il segno del Leone, in una famiglia che di musica se ne intendeva parecchio: il nonno suonava nella banda dell’isola, il padre Bernardo gestiva un negozio di dischi e strumenti e nel tempo libero se la cavava con sax, clarinetto, violoncello e persino contrabbasso. Insomma, la musica in casa Faiella era di famiglia più della pasta al ragù.

Il piccolo Giuseppe si fa notare presto: a soli quattro anni, nel 1943, si esibisce al pianoforte davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni comincia a studiare seriamente pianoforte con un’insegnante tedesca decisamente severa, che però lo caccia via quando scopre che il ragazzino, di nascosto, si esibiva nei night-club di Capri e Ischia insieme all’amico Ettore Falconieri. Da quel “licenziamento” in poi, per Peppino c’è stata solo la musica.

Nel 1956 arriva la svolta: Peppino ed Ettore partecipano alla trasmissione televisiva “Primo applauso”, vincono, e il premio (un televisore) è il simbolo di una carriera che da lì in avanti esplode. Sono gli anni in cui porta tra i primi in Italia il rock and roll nei locali, ispirandosi a mostri sacri come Buddy Holly, e mette su un gruppo che diventerà “Peppino di Capri e i suoi Rockers”, notato da una casa discografica milanese durante una serata a Ischia.

Gli anni Sessanta sono il suo decennio d’oro, tra hit intramontabili come “Champagne”, “Roberta”, “Luna Caprese”, “Let’s Twist Again” e “St. Tropez Twist”, oltre ai musicarelli che lo rendono ancora più popolare. E qui arriva una delle curiosità più raccontate: nel giugno 1965 Peppino Di Capri fa da apertura a tutte le tappe italiane dei concerti dei Beatles, un dettaglio che ancora oggi gli regala un posto d’onore nella storia della musica pop nostrana.

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