La caccia al serpente: volontari in azione - 3/3
Di fronte all’emergenza, gli abitanti dei villaggi vicini non sono rimasti a guardare. È nata così una vera e propria squadra civile di cacciatori di serpenti: un gruppo di sette-otto persone ha lavorato senza sosta per due giorni, catturando tra i 2.000 e i 3.000 esemplari, un numero che, sorprendentemente, supera le stime iniziali di serpenti fuggiti, segno di quanto la situazione fosse più estesa del previsto (la maggior parte, per fortuna, erano serpenti ratto non velenosi).
Un funzionario locale ha spiegato ai media che le acque alluvionali hanno già spazzato via la maggior parte dei serpenti, e ne restano pochi aggrappati ai rifiuti che galleggiano nelle zone allagate.
Il quadro più ampio: un disastro che ha già fatto decine di morti
Il tifone Maysak, il primo della stagione a colpire la Cina, ha portato piogge record sul Guangxi a partire dallo scorso weekend, facendo esondare fiumi e cedere dighe. Il bilancio delle vittime è pesante: la maggior parte dei decessi si è registrata proprio a Hengzhou, dove il crollo parziale di una diga ha riversato torrenti d’acqua sulla città, uccidendo 26 persone, secondo quanto dichiarato da Ding Wei, vicesindaco di Nanning, la città che amministra l’area. A livello regionale, nove persone risultano ancora disperse.
Le autorità hanno mobilitato una macchina dei soccorsi imponente: oltre 8.000 persone e circa 5.700 imbarcazioni sono state impiegate nelle operazioni di salvataggio, mentre circa 130.000 residenti sono stati evacuati dalle zone più a rischio. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato uno sforzo di soccorso “totale” per fronteggiare l’emergenza.