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Tesla lanciata a 100 all’ora in autostrada mentre la donna al volante dorme con accanto due bambini: il video choc riaccende il caso Autopilot

In Canada un motociclista filma una donna immobile al volante e due bambini sul sedile posteriore. Avviata un'indagine della polizia federale: ecco il trucco usato per ingannare i sensori di sicurezza

di Redazione FqMagazine

Fatta la regola, trovato l'inganno: come sono stati aggirati i sensori - 3/3

Il dolo della condotta emerge in modo chiaro analizzando le contromisure tecnologiche che Tesla inserisce di serie sulle proprie vetture proprio per evitare simili abusi. Come documentato dall’emittente radiotelevisiva canadese CBC, questi veicoli attivano un avviso visivo e acustico tassativo ogni volta che viene inserito l’Autopilot, ricordando al conducente l’obbligo di monitorare costantemente l’ambiente circostante.

Per verificare lo stato di vigilanza, la vettura dispone di due barriere di controllo principali. La prima è una telecamera interna posizionata sopra lo specchietto retrovisore, programmata per tracciare la direzione dello sguardo di chi siede al posto di comando. La seconda è una rete di sensori di coppia sul volante, sviluppati per rilevare la micro-resistenza impressa dalle mani umane; se il sistema giudica il guidatore troppo distratto o non rileva il contatto con il volante, avvia sollecitazioni progressivamente più rumorose fino a disattivare la marcia assistita.

Nel video virale, tuttavia, è evidente come i sensori siano stati aggirati attraverso espedienti fisici precisi. Gli occhiali da sole scuri indossati dalla donna hanno con ogni probabilità confuso il software della telecamera interna, impedendole di registrare gli occhi chiusi. Contemporaneamente, sul volante appariva ancorato un oggetto estraneo: si tratta presumibilmente di uno dei dispositivi aftermarket, facilmente reperibili sul web, progettati per applicare una pressione costante sulla struttura del volante, simulando il peso delle mani umane e neutralizzando così gli allarmi del computer di bordo. L’indagine della RCMP è ora orientata a identificare la targa del veicolo per procedere alle sanzioni previste dal codice penale e stradale.

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