Trending News

“L’orologio che mi hanno rubato era di mio padre. Per me un ricordo, per loro soldi facili. Cosa accade nella vita di tre ragazzi che considerano normale un’aggressione così?”: parla Federico Quaranta

Il conduttore racconta a Vanity Fair l'aggressione subita a Milano e riflette sulle radici della violenza giovanile, tra disuguaglianze sociali, periferie e perdita del senso di comunità

di Redazione FqMagazine

"Quell’Omega era di mio padre. Per me era memoria, affetto, una parte della mia storia" - 2/2

Da sempre in viaggio per lavoro (conduce programmi come Il Provinciale e Linea Verde Start), le sue riflessioni non riguardano solo Milano: “Succede ovunque in molte città occidentali. Ma l’Italia conserva ancora un patrimonio straordinario. Attraversando il Paese ho visto province dove le cose funzionano. Perché? Perché esistono ancora relazioni, insegnanti, allenatori, educatori, associazioni, parrocchie, biblioteche. Persone che conoscono il nome dei ragazzi. La sicurezza nasce molto prima della pattuglia. Nasce quando qualcuno si accorge che un adolescente sta prendendo la strada sbagliata prima che lo faccia un giudice”.

E come sta Quaranta dopo l’aggressione? “Sto bene. E già questo è un privilegio. Poteva andare molto peggio. Soprattutto perché stupidamente ho reagito senza pensare alle possibili conseguenze. Quello che mi è rimasto addosso, però, non è la paura. È una domanda. Che cosa deve accadere nella vita di tre ragazzi perché arrivino a considerare normale accerchiare uno sconosciuto e strappargli tutto ciò che possiede? Quell’Omega era di mio padre. Per me era memoria, affetto, una parte della mia storia. Per loro era semplicemente un oggetto da ricettare. Ed è stato lì che ho capito che il punto non era l’orologio. Era il significato che ognuno di noi attribuiva a quell’oggetto. Io: un ricordo. Loro: soldi facili. E quando una società smette di riconoscere il valore simbolico delle cose e vede soltanto il corrispettivo economico, qualcosa di molto profondo si è già spezzato”.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione