La banana attaccata al muro con lo scotch (Comedian, 2019) e il dito medio puntato contro la Borsa di Milano (L.O.V.E, 2010) sono alcune delle immagine artistiche iconiche partorite dalla mente di Maurizio Cattelan. Ma come riferisce l’artista a La Repubblica U: “Io diffido dell’arte. Diffido del successo. Diffido soprattutto di me stesso”.
L’artista sta per sbarcare alla Neue Nationalgalerie di Berlino con quella che sarà, a tutti gli effetti, la sua prima grande personale in Germania. E no, non è un progetto qualunque: arriva incastonato dentro uno dei premi più prestigiosi del panorama tedesco. Dal 10 settembre 2026 al 7 marzo 2027, negli spazi della Neue Nationalgalerie, in Potsdamer Straße 50, a Berlino, in mostra le opere storiche e nuove commissioni pensate appositamente per gli spazi progettati da Mies van der Rohe, l’edificio simbolo del modernismo architettonico berlinese.
La mostra non nasce a caso: Cattelan è stato scelto da una giuria internazionale come vincitore del Preis der Nationalgalerie 2026, uno dei riconoscimenti più importanti dedicati all’arte contemporanea in Germania, nato nel 2000 su iniziativa dei Freunde der Nationalgalerie. E qui la notizia dentro la notizia: con l’edizione 2026 il premio cambia pelle, trasferendosi nella celebre hall vetrata della Neue Nationalgalerie e trasformandosi in un’occasione per allestire una mostra monografica di ampio respiro. Insomma, Cattelan non è solo l’ospite: è quello che inaugura una nuova fase per l’istituzione.
Non è la prima volta che Cattelan mette piede nella capitale tedesca. Vent’anni fa era stato co-curatore della quarta Biennale di Berlino, un’esperienza che aveva contribuito a consacrare la città come polo dell’arte contemporanea internazionale. Ora ci torna da protagonista assoluto, con un progetto pensato su misura per quello spazio
“La mostra si intitola Nacht (Notte). Ci saranno quindici lavori, alcuni nuovi, e una serie di pezzi storici”, ha anticipato l’artista a La Repubblica U.
Intanto prima di approdare a Berlino, le vacanze passando per la sua amata Filicudi: “E poi andrò in Grecia, per arcipelaghi, probabilmente vicino alla Turchia, poi continuo dove mi porterà un traghetto a caso. Ricordo 25 anni fa a Ibiza quando avevo promesso a un amico che avremmo girato tutti i club. Abbiamo noleggiato un motorino, trovato una baia dove non c’era nessuno, preso due materassi in città e quella è diventata la nostra base. Ci buttavamo in acqua appena svegli”.
Cattelan rimane sempre con i piedi ancorati per terra e ammette: “Non produco molte opere e quando devo fare delle mostre mi viene un vago senso di colpa”.