Ci sono città perfette da visitare in un fine settimana e città migliori per arrivare senza troppa fatica al venerdì sera. Il Global Liveability Index 2026, curato dall’Economist Intelligence Unit, si occupa esclusivamente delle seconde. L’indagine non misura il fascino monumentale, l’appeal turistico o la bellezza da cartolina di una destinazione, ma analizza la pura tenuta della vita urbana nel quotidiano. Non chiede dove sia suggestivo viaggiare, ma dove sia oggettivamente più semplice abitare, muoversi, curarsi, studiare e sentirsi al sicuro.
In questo rigoroso scrutinio che mappa 173 metropoli attraverso trenta indicatori divisi in cinque macro-aree — stabilità, assistenza sanitaria, cultura e ambiente, istruzione e infrastrutture —, l’Italia risulta non pervenuta. Nessuna traccia di Roma o Milano nella parte alta della classifica, né delle grandi città d’arte che dominano l’immaginario internazionale. Ai vertici si impone invece una geografia differente, dominata dal Nord Europa, dall’Australia, dalla Svizzera, dal Giappone e dal Canada, dove l’efficienza dei servizi pubblici riesce a reggere l’urto della quotidianità.