Non è solo una questione di famiglia e non lo è mai stata. Da Buckingham Palace sono stati costretti a fare recapitare ai giornali la versione ufficiale dei fatti per cercare di chiarire il pasticcio comunicativo avvenuto tra re Carlo III, che aveva offerto al figlio Harry ospitalità e la tardiva risposta di quest’ultimo che ha portato la corona a ritirare l’offerta in extremis. Il duca del Sussex è arrivato a Londra lunedì sera e diversamente da quanto sperato da molti, è arrivato solo, ma soprattutto non si è diretto Buckingham Palace per la notte, perchè la risposta del suo staff all’invito del re è arrivata fuori tempo massimo, impedendo alla corte di approntare la residenza secondo i criteri di organizzazione e sicurezza necessari ad accogliere ospiti.
Secondo il palazzo, in realtà, la risposta di Harry all’invito del padre non solo sarebbe stata tardiva ma anche del tutto “informale”, che si potrebbe leggere come a mezzo stampa e non diretto. Solo il sabato precedente, Harry avrebbe fatto sapere di non voler accogliere l’offerta di essere ospitato insieme al suo staff nel palazzo reale nel cuore di Londra, salvo poi lasciare intendere il contrario due giorni dopo. Troppo tardi. La sede a quel punto non era più disponibile.
Ma c’è un dettaglio che rappresenta il vero discrimine in tutta questa partita tra il cuore, i legami di sangue e la ragione, soprattutto di stato.
Nella giornata di oggi, con ogni probabilità, dovrebbe essere emessa la sentenza da parte della corte che si occupa del caso che vede il duca del Sussex confrontarsi da anni contro l’editore del Daily Mail accusato di aver hackerato i suoi telefoni (e quelli di altri Vip come Elton John), e aver utilizzato mezzi illegittimi per ricavare informazioni riservate sulla sua vita.
Qual è il punto chiave che ha portato la corona a decidere di voler tenere le distanze da Harry, oggi più che mai? Mantenere l’imparzialità e la giusta distanza del sovrano dalle vicende giudiziarie che vedono coinvolto il figlio. Ospitare Harry a corte nel giorno in cui il tribunale potrebbe leggere la sua sentenza, indipendentemente dal risultato, significherebbe mettere il palazzo in una posizione di non neutralità, trasformandolo nel luogo di sostegno e appoggio del principe. Di più, se poi Harry decidesse di rilasciare una dichiarazione a commento dell’eventuale esito del processo, Buckingham Palace potrebbe diventare il luogo sul quale tutte le telecamere dei corrispondenti del mondo, di stanza nel Regno Unito, punterebbero i loro obiettivi, magari, permettendo anche a qualcuno di loro di varcare il portone e raccogliere il commento del principe.
Il sovrano, oltre ad essere il capo della corona, è anche il Capo dello Stato e la sua posizione deve essere sempre al di sopra di tutto, anche se si tratta di suo figlio, anzi, a maggior ragione. A corte nessuno ha dimenticato l’imbarazzo generato dalla decisione di Harry di portare in tribunale non solo gli editori di alcuni tabloid, ma persino il Ministero dell’Interno che gli ha negato la scorta di polizia, anche in quest’ultima occasione. Dal punto di vista delle relazioni personali tra padre e figlio, il mancato utilizzo di Buckingham Palace non sarebbe comunque una scelta definitiva, ma solo una decisione applicata a queste particolari circostanze, pecche come lasciato intendere da fonti di palazzo, la presenza di Harry potrebbe tornare ad essere gradita in futuro.
La permanenza del principe in Inghilterra è appena iniziata, ma la corte già trema. Dopo la sentenza del tribunale di Londra, potrebbe esserci anche un nuovo colpo di scena con il possibile arrivo di Meghan e dei due bambini, Archie e Lilibet che, saltando la tappa londinese, potrebbero raggiungere il principe nella serie di impegni organizzati per i giorni successivi, fuori città.
A corte l’allerta è davvero massima.