I consumi secondo l'Istat: carrello più vuoto e piccoli negozi in crisi - 4/7
La fotografia scattata dall’Istat a maggio mostra una situazione di “modesta ripresa” congiunturale (+0,2% in valore e +0,1% in volume su base mensile). Tuttavia, il dato annuale mette a nudo una forte discrepanza dovuta alla spinta dei prezzi: su base tendenziale, le vendite totali crescono del +2,2% in valore ma appena dello +0,4% in volume. Il settore alimentare è lo specchio di questa contrazione, con un aumento del +2,0% in valore a fronte di un calo dello -0,4% in volume, a conferma “di un andamento ancora debole dei consumi alimentari”, come sottolineato da Federdistribuzione. Duro il commento del Codacons: “Le famiglie si ritrovano a spendere di più per un carrello alimentare sempre più vuoto come conseguenza diretta delle tensioni in Medio Oriente”.
I dati confermano inoltre la profonda crisi strutturale dei piccoli negozi di vicinato, che perdono l’1,3% in volume (con l’alimentare di prossimità a -2,7%). Ad avanzare sono solo la grande distribuzione (+1,0%) e il commercio elettronico, che mette a segno un balzo del +12,1%. Una slowed-down strutturale di lungo periodo che Confesercenti quantifica nella chiusura di oltre 103 mila esercizi commerciali di prossimità tra il 2011 e il 2025.