I conti in tasca alle compagnie: il "peso" di una valigia persa - 2/6
La buona notizia su scala globale è evidente. Nel 2025, a fronte di un traffico passeggeri arrivato alla quota monstre di 5 miliardi, il tasso di bagagli gestiti in modo errato (smarriti, danneggiati o in ritardo) è crollato del 23%, attestandosi a 4,9 ogni mille passeggeri. Il volume totale è sceso da 30 a 24 milioni di colli: è il miglior risultato storico se si esclude il biennio anomalo della pandemia. Se guardiamo al 2007, il tasso era di ben 18,9 bagagli disguidati ogni mille passeggeri. Eppure, quel margine di inefficienza che rimane è economicamente devastante. Il settore perde ancora 6,3 miliardi di dollari all’anno a causa dei disservizi sui bagagli, erodendo circa il 15% del profitto totale annuo dell’industria aerea.
La proporzione è spietata. Oggi un bagaglio gestito in modo errato costa in media al vettore 260 dollari. Considerando che il margine di profitto netto medio per passeggero è di soli 8 dollari, lo smarrimento di una singola valigia brucia l’utile generato dalla vendita di oltre 30 biglietti. Come sottolinea David Lavorel, ceo di Sita, basta che cinque bagagli non arrivino a destinazione per azzerare completamente il guadagno di un intero volo commerciale.