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“Questo non è un albergo gratuito dove fare i weekend. I social stanno generando un pericoloso malinteso che rischia di avere gravi conseguenze”: folla e caos al bivacco Fanton, è polemica

Come segnala il Dolomiti al bivacco Fanton oramai tutto è fuori controllo: ecco cosa sta succedendo

Testo di Redazione FqMagazine
“Questo non è un albergo gratuito dove fare i weekend. I social stanno generando un pericoloso malinteso che rischia di avere gravi conseguenze”: folla e caos al bivacco Fanton, è polemica

“Questo bivacco non è un albergo”. E nemmeno uno sfondo naturalistico per influencer. Al Cai di Auronzo di Cadore non ne possono più. Come segnala il Dolomiti al bivacco Fanton oramai tutto è fuori controllo. Come spiega il quotidiano trentino “la crescente popolarità dei bivacchi – specialmente quelli di recente realizzazione, complice un’estetica avveniristica e una comunicazione social che li presenta come mete capaci di attrarre una visibilità virale – sta generando una sorta di pericoloso malinteso che rischia di gravare pesantemente sulla sicurezza in alta quota”. In pratica la tradizionale funzione del bivacco come ricovero d’emergenza o punto di appoggio di alpinisti e scalatori in transito non esiste più. Perché questa struttura viene presa d’assalto da generici turisti, magari in ciabattine o sneakers, che addirittura mandano mail al Cai per prenotarne l’ipotetico servizio di alloggio.

Sul Dolomiti si segnala infatti “un flusso costante di email con richieste di informazioni per raggiungerlo (e tentativi di prenotarlo) e, soprattutto, a un preoccupante aumento degli interventi di recupero da parte del Soccorso Alpino”. Già, perché molti cosiddetti influencer si arrampicano fino ai 2.667 metri di altitudine del Fanton e poi non sapendo più come scendere chiamano il soccorso. “Il bivacco non è un albergo gratuito dove passare le ferie o i weekend. Non è neppure una meta finale come può essere un rifugio, ma come detto sopra una struttura emergenziale o di appoggio”, spiegano dal Cai bellunese. “Pensare di pianificare un soggiorno in questo luogo rivela una mancata conoscenza di aspetti basilari della cultura alpina, dal momento che l’edificio non è prenotabile, non è gestito da personale custode e non garantisce in alcun modo la disponibilità di un posto letto libero per la notte”.

Come ricorda sempre il quotidiano trentino per raggiungere il Fanton bisogna essere capaci ed esperti: ci vuole un’idonea attrezzatura per scalata con l’uso del casco, kit da ferrata, calzature da trekking con suola scolpita ad alto grip e un abbigliamento a strati idoneo per le variazioni termiche; bisogna superare un dislivello superiore ai 1500 metri; e ci vogliono dalle 5 alle 6 ore di sola salita. “L’appello del Cai di Auronzo è un invito a riscoprire la dimensione del limite e del rispetto – è la chiosa del giornalista del Dolomiti – affinché la montagna possa restare uno spazio da vivere con rispetto e consapevolezza e non l’ennesimo palcoscenico per una frequentazione superficiale priva di responsabilità”.

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