“Cosa stiamo vivendo? Cosa stiamo passando? Ma questa è umanità? Non credo. Penso che ci sia ancora gente meravigliosa al mondo. Non disperiamo, non molliamo. L’amore vincerà sempre”, ha recitato un voice over di Eros Ramazzatti, durante il suo concerto di ritorno, “dopo quasi 30 anni”, allo stadio San Siro. “Una storia importante”, questo il nome del tour mondiale di Eros, che “nasce nel 2025” e conta “31 date in tutta Europa”, con l’aggiunta di “7 date negli stadi”, ci ha comunicato il fondatore di Friends & Partners, Ferdinando Salzano, poco prima che iniziasse lo show di Ramazzotti. “Siamo oltre 800.000 biglietti già venduti”, ha proseguito Salzano.
Ma il ghiotto obiettivo rimane quello a sei zeri. E, per raggiungere il milione di paganti, Eros tornerà anche in Italia nel 2027, con quattro appuntamenti nei principali palasport: l’Unipol Dome (Milano), l’Unipol Arena (Bologna), il Nelson Mandela Forum (Firenze), e l’Inalpi Arena (Torino).
Con un sold out da “51.000 biglietti venduti” ieri sera, martedì 9 giugno, San Siro ha risposto più che presente. Il live si è aperto con una riflessione di Ramazzotti: “La vita non l’ho mai capita. Arriva, va, inizia, finisce, scorre, pulsa, cresce, meraviglia, confonde, cura, ferisce, costruisce, distrugge. La vita moltiplica, sorprende, accompagna, tradisce, perdona, diverte, gioca, reclama, ricomincia, genera, fiorisce, illumina, svanisce, ama. Io non l’ho mai capita, voi?”, ha indirettamente chiesto l’artista al suo pubblico. Si è cominciato con un’entrata vagamente cinematografica, sulle note di “Taxi story”. “Un cuore con le ali”, è stato introdotto da un raffinato arrangiamento iniziale e, col brano, la platea ha trasformato le prime file in un parterre vero e proprio.
La produzione, che è rimasta quella dei concerti indoor, è stata però riadattata e allargata per lo stadio. Il palco è stato pensato per valorizzare la dimensione live con due passerelle che si aprivano verso il pubblico per ridurre la distanza con l’artista. “Buonasera Milano, l’emozione è forte. Sono arrivato qui con un peso sullo stomaco”, ha esordito Eros. “Il messaggio che voglio trasmettere è sempre lo stesso, di pace. Perché soprattutto oggi di questo ce n’è tantissimo bisogno. Ho sempre cantato canzoni un po’ più leggere, ma che hanno anche tirato su un problema che c’è sempre stato, come la guerra ed i problemi dell’infanzia”, ha detto il cantante.