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Primavera Sound 2026: Addison Rae in intimo e Olivia Rodrigo fanno impazzire la Gen Z, le hit dei The Cure e i Gorillaz lanciano l’appello per la Palestina: “Grazie perché combattete per Gaza”

A FqMagazine il racconto del festival che nell’enorme spazio del Parc del Fòrum di Barcellona ha accolto 287.000 persone, proponendo una line-up con linguaggi distanti e generazioni diverse

di Gabriele Scorsonelli
I Gorillaz suonano la sveglia all’una di notte e si schierano per la Palestina - 5/5

I Gorillaz suonano la sveglia all’una di notte e si schierano per la Palestina - 5/5

A partire da mezzanotte, prima i The xx con il loro indie pop, poi i Gorillaz hanno suonato la sveglia. Tutte le mani su per “Feel good Inc.” e “Clint Eastwood”, che sono hit eterne e si è sentito. Durante il set, il gruppo britannico di Damon Albarn ha anche dato spazio ad Arab Barghouti, attivista palestinese figlio di Marwan Barghouti, leader detenuto nelle carceri israeliane e vittima di aggressioni e torture. “Per molti palestinesi lui rappresenta la speranza che i bambini crescano in pace. Grazie, perché le persone come voi si rifiutano di girarsi dall’altra parte e rassegnarsi. Combattiamo per la Palestina e per Gaza”, l’appello accolto dal coro “Palestine free”. Invito ripetuto anche pochi minuti dopo sul palco del trio irlandese Kneecap, che ha animato la notte tra sabato e domenica con il suo hip-hop politico e anti-colonialista. Prima del gran finale con la dj e produttrice sudcoreana Peggy Gou. I fan scatenati a ritmo di elettronica e house e i primi raggi di sole ad appoggiarsi sulla spiaggia accanto al Fòrum.

E salutare il Primavera 2026.

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