Musica

Primavera Sound 2026: Addison Rae in intimo e Olivia Rodrigo fanno impazzire la Gen Z, le hit dei The Cure e i Gorillaz lanciano l’appello per la Palestina: “Grazie perché combattete per Gaza”

A FqMagazine il racconto del festival che nell’enorme spazio del Parc del Fòrum di Barcellona ha accolto 287.000 persone, proponendo una line-up con linguaggi distanti e generazioni diverse

di Gabriele Scorsonelli
Addison Rae in intimo fa impazzire la Gen Z, revival anni 80 e 90 - 2/5

Addison Rae in intimo fa impazzire la Gen Z, revival anni 80 e 90 - 2/5

Come quelle dei The Cure e Addison Rae. Un gruppo che da quasi mezzo secolo diffonde rock e post punk malinconico e una popstar esplosa grazie a Tik Tok che fa impazzire i più giovani. Da una parte, l’artista della Gen Z ha costruito uno show sensuale e ammiccante. Quasi tutto in intimo, spinto ed erotico: con twerking, lo strofinio di un dollaro preso dalle mutande sulla bocca di un ballerino, lo stage diving sulle prime file di ragazze e ragazzi adoranti. “Lasciate i vostri problemi fuori di qui. Qui la vita è bellissima”, l’invito lanciato dal palco. Un’aspirante Britney Spears con carisma, ma la voce affogata dalle basi e dai cori. Dall’altra, i The Cure hanno firmato il revival degli anni 80-90 con un set di due ore e mezza e una scaletta da almanacco della musica. A 67 anni suonati, giacca nera e solito rossetto un po’ sbavato, Robert Smith non ha mai vacillato. Ed è arrivata una sequenza di pezzi come “Lovesong”, “Friday I’m in love”, “Boys don’t cry” e “Inbetween days”. Il Primavera è anche questo: artisti agli antipodi nello stesso spazio, a distanza di 15 minuti in palchi adiacenti.

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