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Ultimo aggiornamento: 15:18

“L’Ue blocchi gli accordi con Israele”: a Roma l’evento per la Palestina con artisti e attivisti. Iacchetti: “Sanzioni unico modo per fermare gli assassini”

Sono state raccolte oltre un milione di firme per spingere l'Unione europea a rompere gli accordi con Israele. Sul palco anche Mantovani: "L'Italia non può girarsi dall'altra parte"
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Più di un milione di firme per spingere l’Unione europea a rompere gli accordi con Israele, superando la contrarietà e il freno posto da governi come quello italiano e tedesco. Ma anche per premere sulle istituzioni comunitarie e i governi occidentali affinché sia sanzionato l’intero governo di Tel Aviv, e non solo il ministro Itamar Ben-Gvir, come invece proposto dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a Kaja Kallas, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, dopo le violenze e le torture subite dagli attivisti della Flotilla.

A Roma, alla Città dell’Altra economia, artisti, militanti della Global Sumud, oltre che personaggi della cultura, dello spettacolo e del giornalismo (tra i quali Alessandro Mantovani inviato per il Fatto Quotidiano proprio a bordo di una delle imbarcazioni bloccate da Israele) hanno partecipato all’evento “Justice for Palestine“, organizzato da ELA – European Left Alliance, con la partecipazione di Sinistra Italiana/Avs, tra i sostenitori della campagna.

Dopo che la soglia minima richiesta dall’Ue è già stata ottenuta, la campagna della raccolta firme, promossa nel gennaio 2026 dallo stesso partito della sinistra europea per interrompere gli accordi tra Bruxelles e Tel Aviv sul fronte politico e commerciale, ora è stata rilanciata anche grazie alla partecipazione di intellettuali e volti della cultura e dello spettacolo che hanno scelto di sostenerla. Da Michele Riondino al rapper Kento, passando per il comico Enzo Iacchetti e per Luisa Morgantini di Assopace Palestina, fino alla relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese: in tanti hanno preso parte alla kermesse.

“L’Italia e la Germania frenano e impediscono la sospensione dell’accordo commerciale con Israele. Nei fatti il posizionamento del nostro Paese impedisce che l’Europa prenda una decisione giusta. Quell’accordo andrebbe sospeso, non farlo è vergognoso”, ha rivendicato Fratoianni, a margine dell’evento. E ancora: “Si vada oltre gli appelli e oltre l’indignazione selettiva, perché Ben-Gvir non è un’eccezione, un errore del sistema. Ma lo specchio del governo israeliano di Netanyahu e di una linea politica ben precisa”, ha continuato l’esponente Avs, contestando i veti dell’Italia contro le sanzioni all’intero esecutivo di Tel Aviv.

All’iniziativa era presente anche Aya Ashour, giovane giornalista palestinese ora rifugiata in Italia e già collaboratrice del Fatto Quotidiano: “Dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre 2025 in realtà non è cambiato nulla. Soltanto ieri Israele ha ucciso 11 palestinesi nella Striscia di Gaza, nella notte dell’Eid al-Adha. Ogni giorno continuano i massacri, le morti per fame. Israele sta cercando di uccidere i palestinesi a Gaza in diversi modi, non solo con i bombardamenti o con le armi da fuoco. Ma anche interrompendo gli aiuti medici e alimentari. Quello che c’è a Gaza al momento è cioccolata, patatine e bibite gassate. Ma non quello di cui la gente ha bisogno dopo questo genocidio, quello di cui i loro corpi hanno bisogno, che invece non si trova sul mercato. Invece Israele vuole mostrare al mondo che c’è cibo a Gaza e che noi mentiamo”, ha sottolineato. E ancora: “E che dire del settore sanitario? Non funziona affatto a Gaza. Ogni giorno vengono uccisi palestinesi nel silenzio e nessuno parla della grave situazione a Gaza e di cosa serve. Parliamo di Hamas, Israele, gli Stati arabi, gli Stati Uniti. Ma a nessuno importa davvero della grave situazione a Gaza e dei civili. Purtroppo il silenzio dell’Ue e dei governi occidentali non è un novità per noi“.

Iacchetti invece ha spiegato di condividere la petizione lanciata sulla piattaforma Io Scelgo dal Fatto Quotidiano sulle sanzioni a Israele, rivolta al governo Meloni: “Le sanzioni sono l’unico modo per fermare questi assassini”, ha attaccato. Eppure Roma continua a dire no alla sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele, una misura che colpirebbe settori chiave dell’economia di Tel Aviv, oltre ad aver fatto dietrofront sulle restrizioni alle importazioni di beni dalle colonie. “Bisogna sostenere ogni tipo di mobilitazione. Israele non esiste senza l’Europa e senza l’Occidente. Ci sono dossier di ong che documentano centinaia di spedizioni e trasporti di materiale dual use usato nelle produzioni militari israeliane. In tutti i paesi europei si sta ponendo il tema della sospensione degli accordi, anche l’Italia non può girarsi dall’altra parte“, ha sottolineato anche Mantovani.

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