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Il polso che “cede”, il silenzio misterioso, l’addio a Ferrero e la paura di un logorio: tutti i dubbi sull’infortunio di Alcaraz

Il tennista spagnolo salta due Slam consecutivi: ricorda la scelta di un giovane Nadal, che però aveva problemi di natura diversa. L'infortunioè sicuramente più grave del previsto. Il vero nodo è capire se sia "solo" un evento traumatico
Il polso che “cede”, il silenzio misterioso, l’addio a Ferrero e la paura di un logorio: tutti i dubbi sull’infortunio di Alcaraz
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Solo Rafael Nadal tra i Big Three (Nadal, Djokovic e Federer) aveva saltato due slam – anche in questo caso Roland Garros e Wimbledon – nella stessa stagione per infortunio (e non per gestirsi nella fase finale della carriera). E adesso anche Carlos Alcaraz, che nella giornata di martedì 19 maggio ha annunciato il suo forfait anche a Wimbledon dopo quello comunicato qualche settimana prima per il Roland Garros. Il problema è sempre lo stesso al polso procuratosi nel match di primo turno a Barcellona contro Virtanen. Un problema apparentemente non serio (Alcaraz vinse quella partita), ma che con il tempo si è rivelato più grave del previsto. Anzi, gravissimo. Perché nonostante non ci siano comunicazioni ufficiali dettagliate, è chiaro che lo stop sia più lungo di quanto ci si aspettasse: Alcaraz ha infatti saltato già Madrid e Roma, ora anche Parigi e tutta la stagione su erba. A 23 anni, nel pieno della carriera, non si rinuncia a due Major così facilmente e non si sta fermi tre mesi (almeno) per un problema da poco.

Ma cosa si sa ufficialmente dell’infortunio di Alcaraz? Le comunicazioni fino a oggi sono state minime, striminzite e mai dettagliate. Prima Alcaraz – dopo il match contro Virtanen a Barcellona – aveva dichiarato di aver sentito il polso “cedere” dopo un colpo. Poi gli aggiornamenti sono arrivati soltanto tramite il suo profilo social ufficiale e si sono limitati ad annunci di rinuncia prima a Madrid, poi a Roma e al Roland Garros, l’ultimo al Queen’s e a Wimbledon. Messaggi sempre molto brevi e mai con dettagli sul problema al polso. “Mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per gareggiare”, ha annunciato Alcaraz martedì. Dalle foto pubblicate nelle ultime settimane c’è una certezza: prima usava un tutore più rigido, con il polso immobilizzato. Adesso uno più “leggero“: segno che sta pian piano guarendo.

Evento traumatico o logorio articolare? I dubbi

Il problema però è diventato un caso e non è chiaro se sia un evento traumatico, dovuto allo scarto minimo tra Montecarlo e Barcellona, oppure dovuto al logorio dell’articolazione, che in prospettiva sarebbe sicuramente più grave. Ciò che il suo team preferisce evidentemente far trapelare è che sia un evento traumatico, dovuto all’intensità della stagione su terra rossa. Alcaraz infatti non è nuovo a problemi fisici in questo periodo dell’anno: nel 2024 ebbe un infortunio all’avambraccio durante un allenamento a Montecarlo, saltò appunto Montecarlo, Barcellona e Roma, ma giocò a Madrid con qualche problemino e recuperò per il Roland Garros, poi vinto.

Nel 2025 non giocò a Madrid a causa di un infortunio all’adduttore patito a Barcellona, ma tornò a Roma e vinse contro Sinner in finale. Ora il problema al polso. L’idea più comune tra gli esperti è quella di un sovraccarico in quella parte del corpo dovuta in primis alle tante partite giocate, ma soprattutto all’intensità esplosiva dei suoi colpi, al suo gioco molto aggressivo (con un utilizzo del polso frequente e più intenso). Tutti fattori che avrebbero portato a un enorme stress biomeccanico sul braccio dominante. Il suo diritto è infatti impressionante, ma carica tantissimo sul polso e in generale sull’avambraccio.

Esiste quindi anche l’ipotesi di un logorio articolare. Ed è la paura vera. Se il problema fosse degenerativo — quindi non traumatico ma da usura — allora il quadro cambierebbe completamente perché significherebbe che a 23 anni Alcaraz sta già consumando troppo l’articolazione. Ed è qui che gli esperti iniziano a fare il paragone con Nadal: Rafa infatti nel 2003 rinunciò al Roland Garros per un problema al gomito. Poi nel 2004 saltò Roland Garros e Wimbledon a causa di una frattura da stress al piede sinistro. La quarta rinuncia arrivò invece all’Australian Open 2006 a causa di un problema al piede. E poi a 23 anni (stessa età di Alcaraz) rinunciò a Wimbledon per una tendinite alle ginocchia. Insomma, tra i big è l’unico con cui si può fare un paragone.

Ma tra Alcaraz e Nadal c’è una differenza: Nadal aveva una struttura fisica più massiccia e un tennis biomeccanicamente più “lineare” nel caricamento del colpo. Alcaraz invece ha le accelerazioni (con carico sul polso) come uno dei suoi punti di forza, varia di più il suo gioco e spesso gioca anche fuori equilibrio. Ecco perché se il tendine del polso è davvero entrato in una fase degenerativa, allora la scelta di fermarsi due Slam avrebbe molto più senso. Perché sarebbe un campanello d’allarme sul lungo periodo. Meglio compromettere due Slam adesso che gli anni futuri. In Spagna si parla più di un evento traumatico, malo stop lungo è attribuito comunque alla “paura” di compromettere il futuro.

La separazione con Ferrero

In tanti si chiedono però anche se questo sia un problema legato alla preparazione fisica e se il modo di allenarsi di Alcaraz sia cambiato dopo la discussa separazione con l’ex allenatore Juan Carlos Ferrero, che conosceva alla perfezione il corpo dello spagnolo e aveva ormai acquisito una certa esperienza nella gestione del calendario, essendo molto di più di un semplice allenatore. Oggi non è chiaro se siano cambiati i metodi di preparazione, sia aumentato il lavoro fisico, siano stati sbagliati i carichi oppure si sia forzato troppo, non facendo i conti con il calendario. Domande per cui non ci sono risposte ancora certe, ma il fatto che l’infortunio più grave della sua carriera sia coinciso con l’addio al suo allenatore storico, alimenta i dubbi. Oltre al fatto che è stata scelta la via del silenzio.

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