L’embargo sta facendo collassare Cuba: ecco le fonti pagate dagli Usa che propagano disinformazione
Ogni anno, dal 1992, l’Onu vota a stragrande maggioranza la fine dell’embargo Usa contro Cuba. Il voto è puramente simbolico: anche se la maggioranza è sempre schiacciante (da 33 anni i voti contrari sono quasi sempre solo due: Usa e Israele; l’anno scorso si sono aggiunti i voti ruffiani di Argentina, Ungheria, Paraguay, Macedonia del Nord e Ucraina), l’Onu non può obbligare gli Usa a cambiare la sua politica estera.
Quando la rivoluzione cubana del 1959 rovesciò il dittatore Fulgencio Batista, che era sostenuto dagli Stati Uniti perché gli faceva comodo, l’amministrazione Eisenhower usò l’embargo per “provocare fame e disperazione e rovesciare il governo” (così un memorandum interno del governo Usa). Alla guerra economica s’aggiunse il tentativo di invasione dell’isola nel 1961, centinaia di attentati a Fidel Castro e attacchi terroristici anche con uso di armi biologiche. Obama tolse alcune restrizioni, ma Trump le ripristinò.
Col cubano-statunitense Marco Rubio, senatore repubblicano della Florida durante il Trump I e oggi Segretario di Stato, Cuba è di nuovo attenzionata; da qualche mese Trump minaccia l’intervento militare. Oggi l’Onu denuncia il rischio di una catastrofe umanitaria. L’embargo petrolifero sta facendo collassare ospedali, trasporti, distribuzione alimentare e sistemi idrici: è una grave violazione del diritto internazionale. E come già successo in altre occasioni (Hong Kong, Bielorussia, Ucraina, Iran), gli Usa stanno preparando il cambio di regime con una campagna mediatica anti-governativa fondata su “fonti cubane” che i media occidentali riportano come fossero imparziali: in realtà sono megafoni di Washington pagati da Usaid e Ned (un proxy della Cia) per alimentare il malcontento nella popolazione e prepararla all’invasione. MintPress ha elencato i media e gli organismi antigovernativi più rilevanti.
1) CubaNet, fondato a Miami nel 1994 da attivisti anticastristi. Ha ricevuto milioni di dollari da Usaid, Ned e Open Society Foundation. Viene citato come fonte obiettiva da Washington Post, Wall Street Journal, Fox News, Los Angeles Times e USA Today.
2) ADN Cuba, “un media indipendente impegnato per la libertà e la democrazia a Cuba”, ha ricevuto milioni di dollari da Usaid. Ha sede in Spagna.
3) Diario de Cuba, un altro organo digitale di info antigovernative con sede in Spagna e finanziamenti milionari Usaid. Questi siti di notizie pettinate hanno milioni di follower sui social. La conferma di quanto questi “media cubani” siano protesi di Washington venne l’anno scorso quando l’amministrazione Trump decise di sospendere i fondi all’Usaid perché Musk, capo del Dipartimento efficienza amministrativa (Doge), li considerava “un nido di marxisti radicali che odiano l’America”. All’istante, CubaNet e Diario de Cuba chiesero ai lettori un sostegno economico, pena la chiusura. La decisione di Musk fece emergere in questo modo un migliaio di media “indipendenti” (cioè finanziati da Washington) in tutto il mondo.
4) Movimento San Isidro, un collettivo di artisti e giornalisti che nel 2021 organizzò a Cuba un’ondata di proteste nazionali. Figura chiave del movimento era Esteban Rodríguez di ADN Cuba. E adesso indovinate chi elargiva milioni di dollari al movimento (spoiler: Usaid).
5) El Toque e El Estornudo sono invece finanziati dal Ned. Fare i pappagalli Cia conviene: lo stipendio dei giornalisti di El Toque è dieci volte quello dei cronisti statali cubani.
6) Radio e Tv Martí: fondata nel 1985 dall’amministrazione Reagan, ha sede a Miami. Finora ha ricevuto dai governi Usa 800 milioni di dollari.
7) Osservatorio Cubano dei Diritti Umani (Ocdh) e Cubalex, un gruppo di avvocati: sono stipendiati da Usaid (Ocdh) e Ned (Cubalex). New York Times, Cnn e Washington Post citano i loro documenti come imparziali.
8) App di messaggistica che diffondono info antigovernative e organizzano smart mobs: Zunzuneo (un progetto segreto Usaid) lasciò il posto a Piramideo, un’iniziativa di Radio e Tv Martí che prometteva ai cubani notizie senza censura. Immediate le proteste cubane quando Piramideo prese a diffondere false notizie (manifestazioni antigovernative mai avvenute). Piramideo fu chiuso dopo la rivelazione delle interferenze Usa a Cuba. Questo accadeva 20 anni fa: oggi lo stesso compito viene svolto alla luce del sole da bot di propaganda antigovernativa che proliferano indisturbati su Instagram e X.