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Gemellaggio con Tel Aviv, il Pd milanese cambia idea: nessuno stop all’intesa. I Verdi: “Andiamo fino in fondo”

Il documento per interrompere l'accordo era già stato votato. Ma ora per i dem "è superato". La consigliera Francesca Cucchiara (Verdi): "Abbiamo depositato un nuovo ordine del giorno. Il sindaco e la maggioranza devono rispettare il voto"
Gemellaggio con Tel Aviv, il Pd milanese cambia idea: nessuno stop all’intesa. I Verdi: “Andiamo fino in fondo”
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Niente più stop al gemellaggio con Tel Aviv. Al suo posto, ora, si punta a organizzare la Conferenza internazionale dei sindaci per la pace. “Non un’operazione di facciata” dice il sindaco Beppe Sala, “ma un’iniziativa vera”. Le parole del primo cittadino di Milano sono piaciute a quasi tutti i partiti che lo sostengono. Tanto che il Pd si è “dimenticato” di avergli chiesto di rispettare ciò che la stessa maggioranza – compresi, dunque, i dem – aveva votato in Consiglio comunale. Vale a dire l’ordine del giorno dello scorso 20 ottobre: interruzione dell’intesa con la città israeliana in caso di “ripresa delle ostilità” in Palestina. Addirittura la capogruppo del Partito democratico, Beatrice Uguccioni, si era presentata a Palazzo Marino con la maglietta critica, rivolta al sindaco, Give RespectGet Respect.

D’altronde, fino a un mese fa, tutto il Pd milanese era a favore della sospensione dell’accordo con Tel Aviv (a eccezione di Emanuele Fiano), con tanto di votazione della Direzione metropolitana. Da Pierfrancesco Majorino (papabile candidato sindaco il prossimo anno) fino al segretario cittadino, Alessandro Capelli. Ora, però, è acqua passata. Manteniamo lo status quo. L’inversione si è plasticamente resa palese nel vertice di maggioranza di pochi giorni fa chiesto dai Verdi e accordato da Sala. Presente il sindaco, la vice Anna Scavuzzo, Uguccioni e Capelli per il Pd, Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini per Europa Verde, Giulia Pastorella e Francesco Ascioti per Azione, l’assessore Emmanuel Conte per i civici, Giuseppe Roccisano per Sinistra italiana e Ivan Scalfarotto di Italia viva. Formalmente si è parlato dell’ultimo anno di governo della città, nei fatti lo scontro è avvenuto proprio sui rapporti con Israele. I Verdi hanno chiesto di rispettare il voto del Consiglio, e dunque di interrompere il gemellaggio. Il sindaco e il Pd hanno fatto spallucce (“il passaggio in Aula è superato”) e, anzi, la vicesindaca li ha accusati di voler rompere la maggioranza. Non solo, secondo quanto appreso da ilFattoQuotidiano.it, sono state mosse accuse all’assessora Elena Grandi (dei Verdi) per la manutenzione dei parchi e delle aree verdi in città. Della serie: se insistete con Tel Aviv, il suo posto è a rischio. Grandi, va ricordato, è stata l’unica, in Giunta, a contestare Sala per non aver recepito l’ordine del giorno sullo stop al gemellaggio.

A minacciare di uscire dalla maggioranza è stato Daniele Nahum, oggi in Azione, uscito dal Pd perché per Gaza non si può usare il termine genocidio (lo stesso consigliere che anni fa si oppose alla cittadinanza onoraria per Julian Assange). Oggi, lunedì 18 maggio, è atteso il Consiglio comunale e i Verdi promettono di stanare i dem. “Rispondiamo al Pd che il passaggio in Aula non è affatto superato, ma resta una nostra facoltà politica. Andremo avanti in Aula”. Come raccontato da Cucchiara, il gruppo ha già depositato un nuovo ordine del giorno che chiede di rispettare quello approvato lo scorso ottobre.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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