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Sbarca dalla crociera con il focolaio di hantavirus e va a un matrimonio con centinaia di persone: influencer nella bufera. Bassetti: “Chissà quanti altri di quella nave hanno agito così”

Ruhi Çenet nella bufera per aver partecipato a nozze affollate a Istanbul mentre l'Oms indagava sulle morti in crociera. Le rassicurazioni del capitano smentite dai fatti: il ceppo "Andes" si trasmette tra umani

di Redazione FqMagazine
Sbarca dalla crociera con il focolaio di hantavirus e va a un matrimonio con centinaia di persone: influencer nella bufera. Bassetti: “Chissà quanti altri di quella nave hanno agito così”

Il 3 maggio, nel giorno esatto in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) confermava pubblicamente di aver avviato un’indagine sul primo caso di hantavirus accertato a bordo della nave da crociera MV Hondius, uno dei suoi passeggeri appena sbarcati si trovava a Istanbul, in mezzo a centinaia di invitati a un matrimonio. È il paradosso cronologico e sanitario che ha travolto Ruhi Çenet, trentacinquenne influencer e youtuber turco, finito al centro delle polemiche dopo la diffusione sui social di alcune foto che lo ritraevano all’evento.

Travolto dalle critiche, venerdì 8 maggio Çenet ha affidato a Instagram la sua versione dei fatti: “Il giorno in cui ho partecipato al matrimonio, l’epidemia di hantavirus non era stata annunciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”, ha scritto nel post. Al suo arrivo in Turchia, le autorità gli avrebbero comunicato che, in assenza di sintomi, non era necessaria alcuna misura restrittiva. Tuttavia, a fronte dell’allarme internazionale, lo youtuber ha precisato di aver cambiato approccio: “Stiamo cercando di isolarci il più possibile. Sono in quarantena per precauzione, ma non presento alcun sintomo”.

La ricostruzione a bordo: 12 giorni senza precauzioni

Le dichiarazioni rilasciate da Çenet ai media internazionali (dalla NBC News all’Agence France-Presse) permettono di ricostruire il clima surreale vissuto a bordo della MV Hondius, salpata il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina. Tutto ha inizio l’11 aprile, quando un passeggero olandese di 70 anni perde la vita. In un video girato dall’influencer, si sente chiaramente il capitano della nave rassicurare i viaggiatori il giorno successivo al decesso: “Qualunque problema di salute avesse, mi è stato detto dal medico, non era contagioso, quindi la nave è sicura da questo punto di vista. Quest’uomo, purtroppo, è deceduto per cause naturali. E come ho detto, facciamo tutto il possibile per continuare in modo sicuro e dignitoso”. Rassicurazioni che hanno portato a un abbassamento totale della guardia: “I passeggeri non erano ben informati”, ha dichiarato Çenet alla NBC. “È spaventoso perché non eravamo preparati a nulla del genere”. Nonostante lui e il suo cameraman avessero deciso di auto-isolarsi, l’influencer ha confermato che la nave ha continuato a operare normalmente fino al 24 aprile: gli altri passeggeri mangiavano insieme, non indossavano mascherine e “non hanno preso alcuna precauzione per ben 12 giorni. Vorrei che tutti fossero stati più attenti”.

Lo sbarco a Sant’Elena e la scia di contagi

Il 24 aprile, giorno in cui la salma dell’uomo olandese viene sbarcata, 29 passeggeri di 12 nazionalità diverse (tra cui lo stesso Çenet) lasciano la MV Hondius durante uno scalo a Sant’Elena, remota isola dell’Atlantico meridionale. “Vorrei non essere sbarcato lì dopo il primo contagio“, ha confessato l’influencer all’AFP, “perché insieme a noi c’erano un centinaio di passeggeri che interagivano con gli abitanti dell’isola. Questo è uno dei miei rimpianti, perché l’isola è la più remota e non ci sono abbastanza centri medici o dottori“. Le rassicurazioni iniziali del capitano vengono definitivamente smentite dai fatti nei giorni successivi. La moglie 69enne della prima vittima inizia ad accusare un malore: sbarca e prende un volo per il Sudafrica (lo stesso aereo su cui viaggiava Çenet) ma muore il 26 aprile. Il 2 maggio, le autorità sudafricane certificano un terzo decesso legato al focolaio: un cittadino tedesco.

L’Oms e l’allarme di Bassetti: il rischio del ceppo Andes

Mentre la nave, partita il 6 maggio da Capo Verde, naviga ora verso le Isole Canarie, il bilancio dell’Oms si è aggravato: venerdì 8 maggio si contavano otto casi sospetti e tre morti. Sei casi sono stati confermati in laboratorio come infezioni dal ceppo “Andes” (ANDV). Una precisazione fondamentale, spiegata dal direttore generale dell’Oms, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus: a differenza di altre varianti trasmesse solo dai roditori, il virus Andes può passare da uomo a uomo. “Nelle precedenti epidemie di virus Andes, la trasmissione tra le persone è stata associata a contatti stretti e prolungati, in particolare tra membri della stessa famiglia, partner intimi e persone che forniscono cure mediche”, ha dichiarato.

Proprio questa caratteristica ha innescato l’allarme dell’infettivologo Matteo Bassetti, che su X ha puntato il dito contro la gestione della crisi: “Lo YouTuber turco Ruhi Cenet sembra aver partecipato a un matrimonio affollato a Istanbul poco dopo essere sbarcato dalla MV Hondius. Chissà quanti altri passeggeri di quella nave avranno avuto contatti con migliaia di persone dopo essere sbarcati 15 giorni fa. È incredibile pensare alla serie di errori gravi commessi su quella nave. E a quanto pare anche fuori”. Bassetti avverte sulle conseguenze della dispersione dei 29 viaggiatori sbarcati in aprile: “Non credo che si possa dire che c’è un rischio alto, ma bisogna prestare la massima attenzione. Il problema sono i 29 passeggeri che erano a bordo: in questi giorni hanno preso treni e aerei e hanno avuto sicuramente contatti con tante persone: il vicino di posto in aereo, il vicino di tavolo al ristorante e tanti altri. Con i virus non si scherza”.

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