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Valanga sul Gran Sasso distrugge un rifugio: “Poteva essere una Rigopiano-bis”. Escursionista portato a valle: è illeso

La struttura colpita è il Rifugio del Monte: poco prima dell'incidente il sindaco Servi aveva avvisato del pericolo. Il 72enne investito dalla slavina è in buone condizioni
Valanga sul Gran Sasso distrugge un rifugio: “Poteva essere una Rigopiano-bis”. Escursionista portato a valle: è illeso
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Un rifugio distrutto, un trail runner trascinato a valle e il rischio, scampato, di una tragedia di vaste proporzioni. Una valanga staccatasi ad alta quota da uno dei rilievi del Gran Sasso ha rischiato di provocare danni che, il sindaco di Fano Adriano, nel Teramano, definisce come paragonabili a una “Rigopiano-bis”, evitata per “puro caso” perché in “quel momento non c’era nessuno” nel rifugio del Monte, dove la valanga si è abbattuta il 3 maggio distruggendolo.

Il riferimento del primo cittadino abruzzese Luigi Servi è all’hotel sul versante pescarese della montagna dove, il 18 gennaio 2017, morirono 29 persone a causa di una valanga. La struttura, che da anni è un punto di riferimento per gli escursionisti, si trova a 1.600 metri lungo il Sentiero Italia, una via di 8mila chilometri che attraversa tutta la Penisola. Come detto da Servi, nella struttura non era presente nessuno al momento dell’impatto ma ci sono stati attimi di paura per un trail runner, Mario Di Clemente, come riportato da RaiNews, scomparso dopo la valanga: l’uomo poi è stato ritrovato in buone condizioni di salute.

L’escursionista stava correndo in gruppo quando ha deciso di fare un deviazione in solitaria dal sentiero principale sul Monte Corvo. A quel punto la slavina lo ha trascinato a valle. Dopo essersi riuscito a liberare scavando nella neve, pur rendendosi conto di aver perso l’orientamento, ha cercato di raggiungere la vallata senza successo. Con il sopraggiungere della notte è stato costretto a bivaccare all’aperto e alle prime luci dell’alba ha raggiunto in autonomia e in buone condizioni la sede stradale nei pressi di Aprati. Intanto gli uomini del soccorso alpino, vigili del fuoco, carabinieri e guardia di finanza continuavano a cercarlo con elicotteri, droni e squadre a terra.

Come spiegato dal sindaco al momento dell’impatto il rifugio era vuoto e per evitare ulteriori pericoli Servi ha disposto l’immediata interdizione dell’area. Dato che il manto nevoso continua a rimanere instabile, le autorità locali continueranno a monitorare il versante. La struttura, nata come ristoro per i pastori durante la transumanza, è oggi di proprietà del Comune e ha cambiato spesso gestione negli anni.

Secondo quanto riferito dal sindaco, il rifugio già in passato era stato oggetto di alcune slavine, e per questo Servi aveva lanciato un allarme poche ore prima dell’incidente: “A seguito delle abbondanti nevicate registrate negli ultimi giorni, sono state rilevate da distanza condizioni potenzialmente critiche nella zona del rifugio del Monte”, così in un messaggio social riportato da Tgcom24.

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