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Nuovi casi di dermatite bovina in Sardegna: abbattuti altri 25 animali infetti. Il proprietario aveva rifiutato la vaccinazione

I nuovi focolai a Muravera e San Vito. Fino a ora sono state ingenti le perdite animali nell'isola, con circa 180 bovini morti
Nuovi casi di dermatite bovina in Sardegna: abbattuti altri 25 animali infetti. Il proprietario aveva rifiutato la vaccinazione
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Non si arresta la diffusione della dermatite nodulare che sta decimando i bovini della Sardegna: a causa dei due nuovi focolai di Muravera e San Vito nel sud dell’isola, sono stati abbattuti 25 esemplari il cui contagio era già stato rilevato lo scorso 28 aprile.

“In uno dei due allevamenti la mandria non era stata sottoposta a vaccinazione per il rifiuto del proprietario – ha comunicato il Servizio di Sanità Animale della Asl di Cagliari – l’intero allevamento ha manifestato evidenti sintomi clinici di malattia con i caratteristici noduli cutanei disseminati in tutto il corpo e conseguente positività ai test di laboratorio”.

Fino a ora sono state ingenti le perdite animali nell’isola, con circa 180 bovini morti. La zona del focolaio è attualmente in restrizione con regolari visite da parte dei veterinari della Asl negli allevamenti infetti. La malattia è infatti altamente contagiosa: è trasmessa da alcune specie di zanzare, mosche o zecche e causa febbre e noduli sulla pelle. Se gli animali non sono mai stati esposti al virus o non hanno nessun tipo di vaccino preventivo, la morte per loro è quasi certa.

È per questo che il Servizio di Sanità Animale ha rivolto un appello a tutti gli allevatori: si chiede massima collaborazione e soprattutto “disponibilità a sottoporre a visita clinica gli animali della specie bovina da parte del personale veterinario. L’attestazione di visite cliniche favorevoli è strettamente legata alla dimostrazione dell’assenza di malattia e alla revoca delle misure di restrizione: solo in questo modo si può assicurare la ripresa di tutte le attività legate al commercio di bovini vivi, in particolare le movimentazioni di animali vivi attualmente bloccate”.

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