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“Milano è rovinata da tutti gli ‘emigrati’ come me che vengono, sanno che possono realizzare i propri sogni e poi se ne vanno. Da piccolo mi nascondevo nel bosco per fumare”: parla Tredici Pietro

Il cantante, figlio di Gianni Morandi, si racconta in una lunga intervista a Tintoria Podcast: "Cantare con mio padre a Sanremo è stata una svolta. È stata la cosa più bella della mia vita"

di Claudio Savino
“Milano è rovinata dagli ‘emigrati’ come me” - 2/3

“Milano è rovinata dagli ‘emigrati’ come me” - 2/3

Nel corso dell’intervista, Tredici Pietro ha anche riflettuto sul rapporto tra Milano e Bologna, parlando in particolare del tema dei fuorisede. Come lui stesso ha ammesso, il cantante ha avuto un primo momento di distacco verso il capoluogo lombardo, a suo dire perché appunto non la percepiva come casa sua: “Io ho questa teoria che Milano è rovinata da tutti gli emigrati che vengono a Milano, sanno che non è casa loro, che è il posto in cui realizzare i propri sogni e poi tornarsene a casa. È come sapere che può rimanere sporco perché non sarà il tuo”, ha detto.

Poi ha aggiunto: “L’ho approcciata anche io in questo modo e questo secondo me non te la fa vivere bene, non ti fa avere rispetto per il luogo e di conseguenza per te stesso. Quando ho conosciuto un po’ di gente di Milano, ho iniziato ad avere un altro approccio con la città. Secondo me è un po’ ‘sputtanata’ da chi ci va sapendo che se ne può andare. Invece non è così: Milano è una città italiana come tutte le altre”. Diverso, invece, il rapporto con la sua città natale, Bologna, dove invece avverte una netta separazione tra nativi del luogo e fuorisede: “A Bologna non ho mai visto un fuorisede. Da bolognese non hai mai contatto con il fuorisede, sembra che non esistano. C’è questa divisione in due: chi è di Bologna vive con i bolognesi, chi non è di Bologna vive con i fuorisede. Non è la stessa cosa secondo me”, ha commentato.

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