“Mangiare qualcosa che ci piace, anche nella sua semplicità, è un lusso che possiamo concederci ogni giorno. Si parte innanzitutto dalla voglia di cucinare, che oggi abbiamo perso: corriamo da un impegno all’altro e finiamo per sottrarre tempo proprio alla cucina, mentre la tecnologia ci aiuta sempre di più a risparmiare fatica. La ‘cucina cucinata’ è tutt’altra cosa rispetto alla ‘cucina riscaldata’ o alla ‘cucina assemblata’”. Difficile essere in disaccordo con Alessandro Borghese.
Lo chef, racconta Leggo, ha partecipato alla Milano Health Week 2026, il festival europeo dedicato alla salute, alla prevenzione e all’innovazione. Lo ha fatto in un panel insieme alla dottoressa Valentina Vinelli, nutrizionista presso il Centro per la cura delle malattie metaboliche dell’Ospedale San Raffaele di Milano e direttrice dell’area nutrizione nel board scientifico di Robin Health.
Parlando della “voglia di cucinare che purtroppo abbiamo perso”, Borghese tocca un punto interessante: se da un lato siamo attratti da video social in cui persone preparano piatti di ogni tipo, dall’altro nelle nostre case si cucina sempre meno.
La conversazione si è poi spostata sulla necessità di adeguare lo stile alimentare non solo ai bisogni individuali, ma anche alle esigenze del Pianeta. “La nuova proteina sono gli insetti, presenti nelle tradizioni gastronomiche della maggior parte del mondo. È tutta una questione di abitudine: noi abbiamo una cultura gastronomica diversa e molti oggi storcono il naso, ma sono convinto che nei prossimi decenni il consumo di insetti verrà accettato dalle nuove generazioni anche in Italia”.
Mangeremo insetti? Chissà. Intanto Borghese invita a ripensare l’educazione alimentare partendo dalle scuole, “scegliendo con attenzione i pasti delle mense scolastiche e insegnando le ricette regionali. Per proteggere e diffondere il nostro straordinario patrimonio culturale bisogna partire proprio dall’informazione e dalla curiosità dei più piccoli, tra i banchi di scuola, perché poi siano loro a voler continuare la scoperta gastronomica anche a casa, cucinando con mamma e papà”.