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A Udine gli alpini non vogliono sfilare nello stesso giorno del Pride. Il Comune fa spostare la data del corteo arcobaleno

Il presidente degli Alpini della città friulana: "Noi incompatibili col Pride, il Comune scelga". E la data del corteo Lgbtqia+ viene spostata
A Udine gli alpini non vogliono sfilare nello stesso giorno del Pride. Il Comune fa spostare la data del corteo arcobaleno
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O noi o loro. Perché “la nostra associazione è assolutamente non compatibile con la posizione del FVG Pride“. Gli alpini “per motivi storici, morali e statuari” non riescono “a trovare nemmeno un millimetro quadrato di sovrapposizione” col corteo arcobaleno. Parole messe nere su bianco dal presidente delle penne nere di Udine, Mauro Ermacora, in una lettera inviata nei giorni scorsi al sindaco di centrosinistra della città, Alberto Felice De Toni. E così il primo cittadino – suo malgrado – si è trovato nella situazione di dover decidere. Alpini o Pride?

Per capire la vicenda, intorno alla quale l’amministrazione ha fatto più che da pompiere, al fine di placare polemiche e strumentalizzazioni, bisogna fare un passo indietro. Lo scorso 3 di dicembre arriva in Comune la richiesta della sezione alpini per la propria sfilata. Data: 26-27 settembre. Domanda accolta e approvata, con tanto di percorso stabilito dalla Prefettura. Ma nei giorni scorsi, un po’ a sorpresa, arriva un’altra richiesta, quella del FVG Pride, per il corteo Lgbtqia+. Quando? Il 26 di settembre. Per gli alpini è impossibile sfilare nello stesso giorno. Così chiedono all’Amministrazione comunale di decidere, entro il 28 aprile, “a quale associazione saranno dati gli spazi cittadini per la manifestazione”, con l’aggiunta che le penne nere rispetteranno qualsiasi indicazione “all’unica semplice condizione di scegliere l’una rispetto l’altra”. Il sindaco rassicura: “Garantiamo il rispetto delle libertà di tutti”.

E arriviamo a oggi. Gli organizzatori del Pride – nella persone della presidente Alice Chiaruttini – hanno incontrato l’amministrazione e in una nota in cui respingono le “critiche” e gli “ultimatum”, affermano: “Il Pride nasce per affermare diritti, dignità e libertà e non può essere ridotto o definito da logiche di esclusione o da visioni che negano la possibilità stessa di condividere anche solo un millimetro dello spazio pubblico. In uno Stato democratico non esistono soggetti che possano stabilire chi può esserci e chi no”. Nonostante ciò, il corteo Lgbtqia+ avrà una nuova data, che sarà comunicata nei prossimi giorni. La decisione, chiariscono, “è una scelta che nasce da un’assunzione di responsabilità verso la nostra comunità”; “ci aspettiamo una risposta ancora più forte”.

Il vicesindaco Alessandro Venanzi ha ringraziato il FVG Pride Odv “per la sua capacità di assumere una scelta consapevole, che dimostra di contribuire a un clima di rispetto, inclusivo e senza contrapposizioni. Non si tratta di stabilire priorità tra diritti o tra manifestazioni ma di creare le condizioni perché tutte possano svolgersi al meglio, con il massimo del risultato. Un clima di polemica e divisione non giova a nessun messaggio. Saremo al fianco di Fvg Pride Odv per supportare questa scelta”.

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