Crime

“Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse”: cosa dice la prima relazione della Commissione d’inchiesta

16 ragazze scomparse in un'area di 5 km a Roma nel 1983: la Commissione d'inchiesta presenta la prima relazione sul caso Orlandi-Gregori

di Alessandra De Vita
“Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse”: cosa dice la prima relazione della Commissione d’inchiesta

La commissione di inchiesta Orlandi-Gregori martedì presenterà la prima relazione sulle indagini condotte negli ultimi tre anni, sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, avvenute a Roma nel 1983.

La relazione della commissione

Il rapporto si intitola “Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse” e si concentra su una delle piste seguite dalla commissione, quella della tratta delle bianche. Si tratta di giovani rapite a Roma nel 1983, poi diventate oggetto di traffico sessuale di minorenni. Martedì 30 aprile, l’organismo parlamentare presenterà e voterà questa prima relazione per decidere se approvare o meno un documento che dovrà rispondere alla questione dell’effettivo interesse di questa pista. La commissione si concentra in particolare su 16 ragazze sparite nel nulla tra maggio e giugno del 1983 a Roma, vendute per essere prostituite, così come emerge da un rapporto della questura di Roma su cui ha lavorato la commissione di Palazzo San Macuto. “La nostra attenzione nasce dallo studio di un pool di avvocati che ha raccolto notizie sulle scomparse di un certo numero di ragazze per cui già all’epoca si era parlato di tratta delle bianche”, spiega al Tg1 il presidente della bicamerale di inchiesta Andrea De Priamo. Lo studio a cui si riferisce il parlamentare De Priamo è presumibilmente una ricerca autonoma e indipendente dell’avvocato Valter Biscotti e della dottoressa Jessica Leone.

La tratta delle bianche

Lo studio in questione, acquisito dalla Commissione pochi mesi fa, ha evidenziato un’area di appena cinque chilometri quadrati a Roma, tra Corso Rinascimento e il Vaticano, dove tra il maggio e il giugno del 1983 sono scomparse tante ragazzine di età compresa tra i 14 e i 16 anni. Anche la cittadina vaticana Emanuela Orlandi aveva appena 15 anni quando sparì il 22 giugno del 1983 a Roma, proprio in quella zona tra il Senato e la Basilica di Sant’Apollinare (dove aveva sede la scuola di musica presso cui era iscritta) mentre la 15enne Mirella Gregori scomparve da Porta Pia. A suggerire per la prima volta l’ipotesi di un traffico sessuale di minorenni fu all’epoca la rivista Panorama che pubblicò un’inchiesta sulla tratta delle bianche, anche come possibile pista che si intrecciava al mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi. Se questo scenario si lega davvero alla scomparsa di Emanuela e Mirella, ci porterebbe alla cosiddetta “pista della pedofilia” più volte sostenuta come ipotesi in questi anni anche dagli inquirenti.

L’audizione della Franceschi

Intanto, proseguono le audizioni della commissione che la scorsa settimana ha ascoltato Anna Franceschi, ex agente del Sisde che all’epoca lavorava come segretario nel raggruppamento romano dei Servizi Segreti Civili. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Alanews “Franceschi ha spiegato che il Sisde non si mosse per ordini dall’alto o per indagini ufficiali, ma per l’iniziativa personale di Gangi (Giulio, ndr). L’agente era legato in modo particolare alla famiglia Meneguzzi (parenti stretti degli Orlandi, ndr) e questo legame è stato decisivo per il suo coinvolgimento nel caso”.
Del resto, la famiglia di Emanuela e in particolare il fratello della cittadina vaticana scomparsa Pietro Orlandi non ha mai negato o nascosto che Gangi, che frequentava la loro stessa località di villeggiatura in estate, si offrì di aiutarli considerando il suo ruolo. Era certo, in base a quanto è emerso dai racconti, che avrebbe riportato Emanuela a casa in pochi giorni. Ma purtroppo è tutto chiaramente andato diversamente, se dopo 43 anni il suo resta ancora un oscuro mistero.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione