Crime

“Ma cosa vuoi da me? Vattela a prendere nel…”: scoppia la lite in diretta tra Lovati e Bruzzone sui soldi versati dalla famiglia Sempio

A Quarto Grado volano parole grosse tra l'avvocato Lovati e la criminologa Bruzzone sulla questione dei soldi della famiglia Sempio

di Alessandra De Vita
“Ma cosa vuoi da me? Vattela a prendere nel…”: scoppia la lite in diretta tra Lovati e Bruzzone sui soldi versati dalla famiglia Sempio

Scontro velenoso davanti alle telecamere di “Quarto Grado” tra la criminologa Roberta Bruzzone e l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio. Il confronto tra i due è degenerato venerdì scorso, nel corso dell’ultima puntata del programma di Rete 4, tanto da costringere il conduttore e giornalista Gianluigi Nuzzi a intervenire e chiudere il microfono a Lovati, ospite in studio, dopo le parole decisamente pesanti rivolte alla Bruzzone che era invece in collegamento.

Le richieste della Bruzzone

La tensione è esplosa mentre in studio si discuteva del nuovo filone legato al caso Garlasco e, in particolare, della vicenda dei presunti soldi versati dalla famiglia di Andrea Sempio e incassati dagli ex legali del nuovo indagato per il delitto di Chiara Poggi. Un tema spinoso che è degenerato in lite in pochi minuti. A innescare il litigio è stata la richiesta di Roberta Bruzzone, che ha chiesto conto a Lovati delle cifre che sarebbero state ricevute dall’avvocato durante il periodo in cui difendeva Sempio. Queste cifre, che oscillerebbero in tutto tra i 45mila e i 60mila euro, sarebbero state consegnate in contanti agli avvocati di Sempio che avrebbero poi ripartito il denaro tra loro. Bruzzone ha incalzato il legale, chiedendogli se ritenesse normale non dover rendicontare le attività svolte per il suo ex cliente.

Lo scambio tra i due

A questa legittima richiesta Lovati ha risposto: “Io le cose mie le tengo per me cara Bruzzone!“. Bruzzone ha incalzato dunque dicendo: “Non mi pare che l’abbia fatto ma non sono cose sue, doveva rendere conto al cliente dei soldi che ha versato!”. La criminologa ha contestato all’avvocato anche di non aver prodotto alcuna rendicontazione dell’attività difensiva. Lovati, visibilmente alterato, ha risposto: “Ma cosa vuoi da me?”. “Magari che lei come tutti noi paghi le tasse”, ha risposto Bruzzone, ricevendo come risposta: “Ma pagale tu, fai come vuoi“. Lo scambio è poi degenerato: “Ma cosa volete, per 15mila euro del cavolo che ho lavorato un anno e mezzo! Ma vattela a prendere…“, queste le parole di Lovati che hanno portato Nuzzi a chiudere il microfono a Massimo Lovati e a mandare la pubblicità. Dopo la pausa, l’avvocato Lovati è scusato con la criminologa Bruzzone, invitandola a non istigarlo.

L’indagine della Procura

Dietro allo scontro televisivo resta però una questione ben più complessa, che riguarda l’indagine aperta dalla procura di Brescia su questa transazione. “Al centro dell’attenzione ci sono proprio quei soldi che sarebbero stati consegnati dalla famiglia Sempio agli avvocati prima ancora che Andrea venisse formalmente indagato. Secondo quanto emerso, i magistrati starebbero cercando di capire chi abbia realmente incassato le somme in contanti e per quali attività” (fonte: Libero).

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