Crime

Svolta nel caso Denise Pipitone: “C’è una traccia di sangue mai sviluppato”. La rivelazione della pm Maria Angioni

La pm Maria Angioni svela una traccia ematica ignorata nelle indagini su Denise Pipitone. E accusa: «Le indagini sono state ostacolate».

di Alessandra De Vita
Svolta nel caso Denise Pipitone: “C’è una traccia di sangue mai sviluppato”. La rivelazione della pm Maria Angioni

C’è una nuova rivelazione sul caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa l’1 settembre 2004 a Mazara del Vallo, nel trapanese. Aveva solo quattro anni quando fu rapita mentre giocava sul marciapiede davanti casa della nonna.

Le parole della pm

A parlare, questa volta non è la madre Piera Maggio e nemmeno un comune avvistatore ma la prima magistrata che ha lavorato al caso di scomparsa tra i più agghiaccianti degli ultimi decenni. Lei è il pm Maria Angioni che, ospite sul Canale 122 del gruppo Cusano, nella trasmissione “Scomparsi”, ha rilasciato delle rivelazioni che se approfondite, potrebbero anche portare a una nuova riapertura delle indagini, come accadde già nel 2021. Maria Angioni, come riporta anche Il Giornale, ha accennato a una traccia di sangue rimasta senza riscontri.

Una macchia di sangue

La Angioni ha parlato di questa macchia di sangue, facendo riferimento ai tanti faldoni del fascicolo sul caso di Denise. Secondo Angioini, nel suddetto fascicolo sarebbe emersa una traccia ematica rinvenuta in un luogo ritenuto significativo per le indagini. Ecco le sue testuali parole: “Un foglio, una lettera anonima, un verbale magari di accesso agli atti, in cui per esempio emerga del sangue (ritrovato, ndr) in un luogo importante e che non è stato sviluppato (…): su quello bisogna lavorarci. Non si può ignorare”. (Fonte: il Giornale)
In seguito a questa dichiarazione, nel corso del programma stesso ad Angioni é stato chiesto se qualcuno abbia ostacolato le indagini. A questa domanda l’ex pm ha risposto: “Sì, secondo me sì, in questo momento noi crediamo in un aiuto delle istituzioni”. (Fonte: Il Giornale). Parole dure che rappresentano il giudizio personale della pm per ma che andranno approfondite e verificate, alla luce di questa sua nuova dichiarazione sulla presunta traccia ematica.

Le indagini private

Intanto proseguono le indagini che il padre putativo di Denise, Toni Pipitone, ha affidato alla criminologa Antonella Delfino Pesce, la stessa che ha portato alla riapertura delle indagini sul cold case di Nada Cella (e alla condanna dell’unica imputata). Secondo Delfino Pesce, ci sarebbe un testimone milanese mai sentito sul caso di Denise. “Facciamo lavorare gli avvocati e tutti quelli che stanno collaborando per adesso per arrivare a questa grandissima novità. Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla”, ha dichiarato recentemente il padre legale di Denise (fonte: Il Giornale). La scomparsa della piccola nel 2004, lo ricordiamo, ha fatto emergere anche un’intricata vicenda familiare. Denise è nata da una storia extra coniugale tra la madre Piera Maggio e Pietro Pulizzi quando entrambi erano già legati ad altre persone. Pulizzi era sposato con Anna Corona a cui l’uomo nascose l’esistenza di questa bimba, mentre la madre di Denise era sposata con Antonio Pipitone.

L’unica imputata

Ad oggi, l’unica persona accusata dai giudici del sequestro di Denise è Jessica Pulizzi, la figlia di Piero e sorellastra di Denise. All’epoca dei fatti aveva 17 anni. La donna è stata rinviata a giudizio con l’accusa di concorso in sequestro di minorenne, e poi assolta per insufficienza di prove. Oggi, Denise avrebbe 26 anni e nonostante negli anni non siano mancati avvistamenti nessuna di queste segnalazioni ha portato a una svolta decisiva sul caso.

La dura reazione della madre

Non si è fatta attendere sui propri canali social la risposta di Piera Maggio alla rivelazione della pm. Scrive la Maggio in un post (in cui ha taggato anche il padre biologico di Denise, Pietro Pulizzi): “Non dimenticheremo mai la soddisfazione che alcuni stanno facendo vivere ai rapitori di Denise! Con noi, tutte le persone che vogliono verità e giustizia senza bugie e ipocrisie. Noi non dimentichiamo! Questa frase non è una minaccia, ma ha un senso logico”. (Fonte: Il Giornale).

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