L’ultima genialata del governo: comprare gli avvocati per pura propaganda contro i migranti
Dopo la batosta subita dal referendum contro la magistratura, le follie a dir poco imbarazzanti di Trump, la sconfitta di Orbàn e la crisi energetica, al governo della premier Meloni non resta altro che tornare in sella al vecchio e sempre affidabile cavallo di battaglia per tentare di risalire la china degli indici di gradimento elettorale. L’odio per gli immigrati, colpevoli di ogni cosa anche a dispetto della logica, funziona sempre. Molto triste ma purtroppo è così. Il campo da ‘gioco’, ma di gioco non si può certo parlare, è sempre lo stesso: la Giustizia.
Dopo una violenta campagna referendaria, tutta impostata all’aggressione verbale della Magistratura e tesa a demolirne dignità, autonomia ed indipendenza, ora tocca agli avvocati, calpestandone ancora una volta funzione e dignità professionale. Per tutti gli esponenti di governo il diritto di difesa è sacro ed intoccabile ma solo quando essi stessi od i loro amici sono coinvolti in vicende giudiziarie. Allora gli avvocati vanno giustamente ascoltati, rispettati assurgendo quasi ad una dimensione divina. I loro avvocati. Non gli altri.
Succede poi che la categoria diventa addirittura odiosa quando si impegna a difendere i diritti umani degli immigrati che, per disperazione e salvezza, approdano sul nostro sacro patrio suolo. Gente senza tutela che va solo rimandata a casa. Allora gli avvocati non servono. Non devono servire perché gli immigrati non sono persone ma soltanto animali da rimandare a casa loro a nulla rilevando il fatto che vi possano trovare torture e morte. Ovvio che essi tentino disperatamente ogni via legale per ottenere l’agognato e salvifico permesso di soggiorno e quindi non possano fare a meno degli avvocati che li assistano e difendano. Non hanno risorse e quindi non possono pagarli.
C’è il gratuito patrocinio per i non abbienti per il quale a pagare sarebbe lo Stato. Poco e male come ha sentenziato la Cedu in una recente sentenza con la quale condanna per questo l’Italia. Ciò tuttavia non basta ed allora ecco la norma che esclude dal gratuito patrocinio a spese dello Stato il migrante che presenti ricorso contro l’espulsione. Se lo devono fare da soli? Spesso si tratta di persone che non conoscono nemmeno la lingua.
Ma tutto questo ancora non basta. Cosa si inventa il genio che ha ideato questa norma bestialmente ignorante? Paghiamo gli avvocati affinché facciano i nostri interessi ‘politici’ e non quelli dei propri ignari assistiti. Li compriamo con 614 euro per ogni migrante “volontariamente reimpatriato”.
Ma siccome non ci fidiamo degli avvocati, glieli diamo solo quando il migrante sia già caricato sull’aereo di ritorno in patria. Così è deciso. Punto e basta e che c’importa se il Consiglio Nazionale Forense non viene nemmeno calcolato e rimane del tutto all’oscuro da questa genialata. Viva l’Italia!