Andare ad un concerto di Gianni Morandi è come entrare in una delle case delle famiglie italiane numerose. Ad avviarsi all’Unipol Forum di Milano, ieri 17 aprile, anche con qualche fatica per qualche scalino impervio, c’erano molti anziani, accompagnati da figli e nipoti. Insomma un grande raduno per le feste. E la festa c’era davvero nella tappa milanese del nuovo tour “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story“. La ricorrenza è legata ai 60 anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, che apre proprio il concerto, seguito da “Monghidoro“, il nuovo inedito firmato da Lorenzo Jovanotti. La scaletta è uno scrigno di brani che fanno parte del repertorio culturale e musicale del nostro Paese da “Occhi di ragazza” a “Andavo a cento all’ora”, la popolarissima “Fatti mandare dalla mamma” fino a “In ginocchio da te”.
Ma c’è anche il Gianni Morandi di “In amore”, il brano sanremese secondo classificato nel 1995, l’anno in cui ha vinto Giorgia con “Come saprei”. Al posto di Barbara Cola a duettare Silvia Olari direttamente dall’ottava edizione di “Amici di Maria De Filippi”. Naturalmente non poteva mancare l’amico Jovanotti che è apparso prima sui social ad applaudire Morandi in diretta live sui social assieme alla figlia Teresa, poi è apparso sul palco per scatenarsi sul brano “Apri tutte le porte”, terzo posto al Festival di Sanremo 2022. Alla fine il figlio dell’artista Tredici Pietro si è presentato per cantare “Vita”, come già nella serata delle cover di questo Sanremo, in omaggio a Lucio Dalla e poi un accenno di “Uomo che cade”, presentato in gara al Teatro Ariston. Un momento di calore umano e famigliare.
Proprio a Lucio Dalla viene reso un omaggio speciale con “Futura”, “Piazza Grande” e uno sketch tratto dalla trasmissione “Uno di noi” del 2002. “Lucio Dalla non era solo un amico – ha affermato l’artista -, ma è stata la persona che ha creduto fermamente in me anche nei momenti più difficili della mia carriera. Ci divertivamo un sacco insieme, facevamo tantissimi scherzi, litigavamo anche, ci confrontavamo. Raccontava delle meravigliose bugie. Era speciale”.
Tantissimi gli aneddoti che Gianni Morandi ha raccontato sulla sua vita privata e professionale. Toccante la riflessione sull’età: “Ti vedono giovane, ti vedono in forma, ti vedono che pubblichi la foto sui social che ancora sali su un palco che ridi, che viaggi, che vai allo stadio e che sei curioso. Insomma vedono che vivi a 81 anni. A volte è come se ti facesse sentire in colpa, come se fosse un dono, un privilegio, direi di più un’ingiustizia. La parola ‘eterno’ è illusoria, consolatrice, ma io non sono eterno, nessuno di noi è eterno. Tutte le volte che mi dicono eterno, non lo so, ma so che oggi voglio vivere l’oggi con entusiasmo ce la voglia di scoprire. Sorprendetevi, questo è il mio auspicio. L’auspicio di uno di voi l’auspicio di uno di noi”.
E Gianni Morandi ci ha davvero sorpreso. Lunga vita all'”eterno ragazzo”.