“I ragazzi sono incapaci di concepire la libertà in ogni sfera: dalla loro vita, dall’arte, alla politica, alla filosofia, alle relazioni. Noi cinquantenni di oggi siamo i più lucidi di tutti, siamo le guide morali, i maestri”. Sono state queste le parole pronunciate da Morgan in occasione della quarta reunion dei Bluvertigo. Collettivo che, martedì 14 aprile, si è esibito all’Alcatraz di Milano, registrando sold out al botteghino. “Esseri umani”, questo il nome del live, ha ripercorso la discografia della band monzese: dall’esordio con “Acidi e basi” (1995), al passaggio intermedio con “Metallo non metallo” (1997), fino ad arrivare al loro album più completo, “Zero” (1999). I Bluvertigo si sono esibiti in una cornice di ledwall fatta di geometrie e rappresentazioni stilizzate del rumore. Il live è ruotato attorno al concetto di essere umani, la cui identità sopravvive a schemi e codici.
La data-evento, a cui seguirà un tour estivo di poco più di un mese, a detta dei Bluvertigo, non è stata nostalgica. E, nonostante il fenomeno delle reunion sia diventato, negli ultimi anni, oramai standardizzato, facendo perdere un po’ la magia attorno ad annunci di questa portata, nel caso della band fondata da Marco Pancaldi, la sensazione è parsa, almeno in buona parte, più genuina. Tagliamo subito la testa al toro: le reunion vengono fatte anche per motivi economici. Inutili girarci attorno. Ma a muovere i Bluvertigo è stato soprattutto altro. L’esibizione all’Alcatraz è stata percepita come la chiusura di un cerchio che aveva portato, negli anni, Morgan, Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale ad allontanarsi per poi, ad un certo punto, ritrovarsi. E ieri sera è risuccesso, si sono “ritrovati”. Ma lo hanno fatto, probabilmente, con uno spirito del tutto inedito, almeno se paragonato alle loro esibizioni più recenti.
E lo si è capito dai tre diversi momenti all’interno dello show, in cui Morgan, salito sul palco incappucciato, ha dialogato (anche battibeccando) col pubblico. “Essere cinquantenni oggi è da privilegiati. Perché è la condizione migliore in cui potremmo trovarci – ha detto l’ex giudice di X Factor –. Conosciamo perfettamente l’elettronica: l’abbiamo inventata e costruita noi. I ragazzi se la trovano nelle mani e la danno per scontata. Noi siamo maturi e ne facciamo un uso critico ed etico. I ragazzi, invece, sono confusi, sbandati, manipolati… sono nati in cattività. Siamo gli unici che vedono le cose come stanno e che possono stabilire cosa vada oltre i principi morali, dove stiano gli abusi sistemici. Stiamo affermando che l’intelligenza artificiale si sta comportando molto male. Non sta facendo un servizio, ma sta aggredendo, violentando e facendo bullismo sistemico”, ha proseguito Morgan, che non le ha mandate a dire anche ad un’altra generazione, oltre alla Z. “I boomers non ci capiscono una m*****a, perché per loro è un costante ‘oddio l’elettronica, oddio’”.
E ancora: “I ragazzi sono incapaci di concepire la libertà in ogni sfera. Noi cinquantenni di oggi siamo le guide morali. Per questo abbiamo capito che era necessario ricostruire i Bluvertigo”, ha proseguito, sempre Morgan, che ha poi raccontato l’esigenza e l’urgenza, umana ed artistica, dietro al riavvicinamento del collettivo. “Io avevo bisogno di non cancellare quello che avevo costruito. È stato un impegno ed uno sforzo. Ma avevo ragione, perché è meraviglioso quello che abbiamo fatto. Con questa reunion, non ho recuperato un progetto, ma delle persone, degli esseri umani, dei miei amici”, ha aggiunto Morgan che si è poi soffermato a ringraziare ogni componente della band, esaltandone pregi e caratteristiche che neanche lui stesso avrebbe notato prima dell’ultimo ritorno.
“Livio Magnini è un grande musicista, ma non l’avevo mai capito. Adesso, vedendolo suonare, mi ha fatto capire quanto lui sia completo”, ha dichiarato. Mentre “su Andy posso scrivere un’enciclopedia 24 volumi. Non posso non chiedergli scusa perché l’ho sempre, involontariamente o meno, messo in ombra, a causa della mia staglia di protagonismo. Mi sono accorto adesso di quanto questo essere sia elegante e gentile. È un principe delle favole, un artista. Litigare con lui è stata la cosa più contronatura che mi sia mai successa nella vita”. Sul palco era presente anche Lele Battista e, dopo tutte le introduzioni e gli elogi del caso, Morgan ha cercato di tagliare corto “Io non voglio essere presentato, ho già rotto i co*****i”, ha detto. A livello stilistico i Bluvertigo sono da sempre stati una band in grado di assorbire prima e di traslare, poi, in musica, una modernità che guardava più agli anni Ottanta che ai Novanta.
(Foto di Mathias Marchioni)