Il quartiere San Siro di Milano, sabato 13 giugno, si è tinto di azzurro – proprio come i colori del Napoli– sin dalle prime ore del mattino di ieri sabato 13 giugno. Erano migliaia i fan di Geolier che indossavano la maglietta della squadra partenopea, c’è anche chi aveva la scritta Maradona sulle spalle. Un caso unico anche perché il rapper è il secondo artista napoletano, dopo Edoardo Bennato nel 1980, a essere protagonista di questo palco e il primo in assoluto a fare un suo show cantando completamente in napoletano.
E così Geolier alle 20:30 in punto (preceduto dalle note in diffusione di ‘Love in Portofino’ di Dalida) si è trasformato in un angelo nel suo concerto-opera allo Stadio San Siro davanti a 47mila persone (come dichiarato dall’organizzatore). L’opera è suddivisa in quattro atti “Promessa”, “Sangue”, “Riscatto” e “Gloria” per un totale di 45 brani, a ripercorrere le fasi salienti della sua vita professionale e privata. “Questa è la prova che Nord e Sud sono una cosa sola, ragazzi. – ha detto all’inizio dello show – Ci hanno preso per il culo. Vi ringrazio a tutti quanti. Stasera ho da dire due cose: la prima è che questo ragazzo è stato fatto identico e preciso nell’animo a tutti voi. E poi che vi auguro di essere felici come sono io felice questa sera a guardarvi tutti e portarvi tutti da me”.
Il colpo di scena arriva quando Geolier si lancia in volo, nella seconda metà della scaletta, con un movimento scenico di circa 30 metri che l’ha portato a sorvolare il pubblico su “Campioni in Italia” e “P Secondigliano”. Durante il volo una bodycam ha trasmesso in tempo reale il suo punto di vista sui mega schermi, permettendo agli spettatori di vivere d a un altro punto di vista l’esperienza attraverso proprio i suoi occhi. Lo spettacolo nello spettacolo. Le sorprese non sono finite. D’un tratto appare una Cadillac sospesa sul palco, una riproduzione scenica che attraversa la passerella, mentre Geolier si esibisce al di sotto insieme a MV Killa sulle note appunto di “Cadillac”.
Napoli è presente non solo per il dialetto, ma su brani come “Napoletano” e “A Napoli non piove” i ledwall si trasformano in una grande tela urbana che regala le immagini iconiche della città. Lo spettacolo cavalca la scia del titolo e del significato dell’album “Tutto è possibile” (uscito lo scorso gennaio) e non è un caso. Quello che emerge è una narrazione intensa del percorso del 26enne Emanuele Palumbo prima uomo e poi artista, questo il vero nome di Geolier, che racconta con le sue canzoni le sue esperienze.
Il Sigillo della Promessa racchiude i brani (“2 secondi”, “Che sole oggi”, “Money”, “L’ultima poesia” per citarne alcuni) che rappresentano il ragazzo che ha nelle vene l’ambizione di immaginare un futuro diverso e punta sul proprio talento. Segue il Sigillo del Sangue (“Stelle”, “Napo****no”, “Chiagne” feat. Lazza, “Mai per sempre” e “Per sempre”) che rappresenta la fatica della famiglia, del quartiere con fortissimo il senso di appartenenza.
Il Sigillo del Riscatto (ricco di duetti “Bad bad bad” feat. Shiva, “Olè” feat. Kid Yugi “Amo ma chi t sap” feat. Mv Killa, “Cadillac” feat. Mv Killa e la sanremese “I p’ me, tu p’ te”) che portano alla scalata verso il successo, senza dimenticare le origini. Si chiude con il Sigillo della Gloria (“Finché non si muore”, “Come vuoi”, “A Napoli non piove” e “Give you my love”) che rappresenta il riconoscimento del pubblico che accoglie le parole, la musica e ciò che Geolier vuole comunicare.
Durante il concerto lo stesso rapper si è stupito della calorosa accoglienza, tanto che in alcuni momenti si è tolto le cuffiette, come ad esempio su “L’ultima poesia” e “Stelle”, per ascoltare i cori fortissimi dei 47mila. Insomma si ha netta la sensazione che Geolier non solo abbia le idee chiare su quale sia la sua missione, ma che non smetterà ma di perseguire: aggreggare e non disunire, in tempi di guerra e disumanità. E ci riesce, molto bene.
Geolier, dopo Milano, continuerà il 19 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, il 23 giugno allo Stadio Franco Scoglio di Messina e il 26, 27 e 28 giugno allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Il 28 giugno sarà protagonista di un livestreaming globale dallo Stadio Maradona in diretta su Prime Video per la prima volta in visione mondiale oltre che su il canale Twitch di Amazon Music e l’app Amazon Music.