La tregua in Iran fa crollare il prezzo del petrolio e del gas. Borse europee in rally
La tregua di 15 giorni concordata tra Iran, Stati Uniti e Israele ha fatto respirare anche i mercati nella prima parte della seduta di mercoledì. In particolar modo, con l’intesa sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, strategico per il passaggio delle forniture di petrolio, gas e fertilizzanti, sono crollati anche i prezzi di queste materie prime che, nei giorni scorsi, avevano fatto registrare numeri da record. Si è registrato però un ritracciamento nel pomeriggio dopo che Teheran ha annunciato la nuova chiusura dello snodo strategico come ritorsione contro i raid israeliani sul Libano.
Le quotazioni sul Brent sono scese in mattinata fino ai 91 dollari al barile, in calo del 16,7%, e quelle sul Wti a 92, -18%. Il petrolio ha chiuso in picchiata a New York, dove le quotazioni perdono il 16,41% a 94,41 dollari al barile. Un calo ancora maggiore lo ha fatto registrare il gas naturale in Europa, con i prezzi sul Ttf olandese che sono andati giù di circa il 20% all’apertura delle contrattazioni per poi attestarsi a 45 euro, -16%, contro i massimi di oltre 60 euro raggiunti a causa dei timori di interruzioni delle forniture nel Golfo dovuti alla guerra.
Il calo di tensione, per quanto probabilmente temporaneo, ha innescato anche un rally sui listini azionari: le Borse europee hanno chiuso in netto rialzo con Piazza Affari a +3,7%. Il Dax di Francoforte segna +5,13%, mentre Ftse 100 avanza del 2,52%. In netto rialzo anche il Cac 40 di Parigi, in crescita del 4,49%,