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Pasqua lontano da casa, la protesta dei siciliani contro il caro-voli per le festività: “La continuità territoriale è un diritto”

Con prezzi che spesso superano anche i 400 euro a tratta, in tanti non possono far altro che passare la Pasqua lontano da casa. Manifestazioni a Catania e Palermo
Pasqua lontano da casa, la protesta dei siciliani contro il caro-voli per le festività: “La continuità territoriale è un diritto”
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Sarà una Pasqua senza ritorno a casa per decine di migliaia di persone, tra studenti e lavoratori fuorisede, costretti non partire a causa del caro-voli. Un copione che si ripete durante le festività e quest’anno deve fare i conti anche con il peso dell’aumento dei prezzi dei carburanti che ha avuto ripercussioni anche sul trasporto aereo. Ad affrontare le difficoltà maggiori sono, in particolare, i siciliani che non hanno ancora ricevuto il diritto alla continuità territoriale nonostante la proposta sia stata presentata più volte al governo.

Con prezzi che spesso superano anche i 400 euro a tratta, in tanti non possono far altro che passare la Pasqua lontano da casa. Per questa ragione molti studenti e lavoratori hanno protestato, alla vigilia delle festività pasquali, all’aeroporto di Catania-Fontanarossa per sensibilizzare le istituzioni su un problema ancora attuale e mai risolto: “La situazione è insostenibile perché i prezzi sono alle stelle, come ogni Natale e Ferragosto”, dice Giovanni Castronovo dell’associazione Nun si parti: “Da anni stabilmente i prezzi per le feste per i voli variano da 400 a 500 euro: è una speculazione sulla pelle dei siciliani, per coloro che vogliono solo passare le feste con le proprie famiglie”.

Rispetto a marzo un biglietto per la stessa tratta è aumentato anche del 60%, rendendo difficoltoso tornare a casa per tante persone. La Regione Sicilia ha prorogato l’iniziativa che prevede il rimborso del 25% della spesa sostenuta. Tra l’altro la misura riguarda solo i residenti dell’isola che vivono fuori dalla Regione: chi si è stabilito in un’altra città d’Italia, con tanto di residenza, non può ottenere il contributo. “Questo non risolve il problema, considerato che i biglietti arrivano a 500 euro. Servono tariffe fisse per i residenti, un accordo con le compagnie aeree per abbassare i prezzi perché la continuità territoriale è un diritto”, sottolinea Castronovo. A poco è servito anche il Sicilia Express, il treno predisposto dalla Regione siciliana, con 600 biglietti messi in vendita solo pochi giorni fa, ma che non riescono a risolvere un problema che si ripropone con regolarità e che riguarda migliaia di persone.

Non solo a Catania. Proteste si sono tenute nei giorni scorsi anche a Palermo, dove centinaia di ragazzi hanno tenuto un sit-in – organizzato dal movimento “Ora!” – con i trolley per protestare contro l’immobilità delle istituzioni.

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