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Altri tre morti sul lavoro: un operaio risucchiato da un macchinario, uno folgorato, un edile caduto. Inail: “In tre mesi 205 vittime”

Intanto, stando a indiscrezioni, la premier Giorgia Meloni si prepara a disertare l'incontro dell'8 maggio tra governo e sindacati per decidere come utilizzare i 600 milioni di avanzo di cassa dell'Inail da destinare alla prevenzione
Altri tre morti sul lavoro: un operaio risucchiato da un macchinario, uno folgorato, un edile caduto. Inail: “In tre mesi 205 vittime”
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Altri tre incidenti mortali sul lavoro in poche ore: tre operai che hanno perso la vita nel Vicentino, nel Napoletano e in provincia di Frosinone. Succede a tre giorni dall‘incontro dell’8 maggio tra governo e sindacati per decidere come utilizzare i 600 milioni di avanzo di cassa dell’Inail da destinare alla prevenzione. Incontro a cui, stando a indiscrezioni, la premier Giorgia Meloni non parteciperà. Intanto lo stesso istituto fa sapere che le denunce di infortunio mortale presentate tra gennaio e marzo sono state 205, in aumento a causa del forte incremento (+8,37%) dei decessi per infortuni in itinere che sono stati 59 e si sommano ai 150 sul luogo di lavoro. Non solo: sono state cinque, sottolinea l’Inail, le denunce di infortunio con esito mortale che riguardano studenti: uno in itinere durante il tragitto per recarsi al lavoro nel quadro del Pcto (alternanza scuola lavoro), quattro “in occasione di lavoro”. I dati non specificano se si trattasse anche in quel caso di ragazzi in Pcto o vittime di incidenti a scuola o nei laboratori.

Il primo lavoratore morto oggi era impiegato all’Aristoncavi di Brendola, nel Vicentino, attiva dal 1958. Si chiamava Raffaele Galano. Metalmeccanico di 58 anni, era un capoturno con oltre 30 anni di esperienza alle spalle. Lavorava nello stabilimento di via Einaudi, dove si producono cavi elettrici. Da quanto emerso, verso le 7 del mattino è caduto nei pressi di un macchinario dopo aver perso l’equilibrio e un ingranaggio lo ha trascinato per un braccio e risucchiato. I colleghi hanno tentato di rianimarlo. Poi sono arrivati i vigili del fuoco di Arzignano, assieme allo Spisal dell’azienda Ulss berica, i carabinieri e i sanitari del Suem 118 che hanno potuto solo constatarne il decesso.

Poco dopo un operaio edile, Stefano Alborino, 47 anni compiuti ieri, sposato e con due figli, è morto a Frattamaggiore (Napoli), in via Padre Vergara: è caduto mentre era impegnato nella ristrutturazione della facciata di un edificio, all’interno di un cortile privato. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e personale dell’Asl. Anche in questo caso sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. “Sono passati pochissimi giorni dal nostro primo maggio dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro ed eccoci con un altro omicidio sul lavoro, questa volta a Frattamaggiore”, hanno commentato Giovanni Sgambati e Andrea Lanzetta, segretari generali della Uil e della Feneal di Napoli e Campania. “È una escalation di morte e di ingiustizia. Continuiamo a ripeterlo, serve riconoscere l’omicidio colposo e istituire una procura speciale per gli incidenti e le morti sul lavoro”.

Nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia dell’ennesima morte: un operaio di 47 anni di San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, è stato ucciso da una scarica elettrica che lo ha folgorato mentre lavorava a Paliano, ultimo comune a Nord della provincia di Frosinone, al confine con quella di Roma. Era impegnato in lavori di sostituzione di pannelli fotovoltaici nell’impianto di via Bosco Castello. Inutile l’intervento del personale sanitario del 118.

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