“Eravamo arrivati con l’idea che le nozze coi fichi secchi non si fanno: perché i lavoratori tornino al lavoro le risorse devono essere rapide. I 150 milioni non bastano, i 320 milioni hanno tempi oggetto delle azioni del governo e noi pensiamo che questi tempi siano troppo lunghi. Quindi abbiamo chiesto un intervento più rapido”. Così il leader Fiom, Michele De Palma, al termine del tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi. “Per poter raggiungere le 6 milioni di tonnellate bisogna agire sugli impianti”, ha aggiunto.

Scettico dopo l’incontro anche il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: “Sapevamo di questi 150 milioni, ma bisogna sbloccarli, la situazione attuale non consente più di aspettare”. “I 320 milioni sono quelli su cui ancora non c’è una strada ben definita, il governo si sta predisponendo – ha aggiunto – Ma lì bisogna ci sia una formalizzazione del contratto di affitto”. È stato “un incontro di aggiornamento, non abbiamo ottenuto quelle garanzie che noi volevamo, ossia capire quando si comincia a parlare del rientro dei lavoratori dalla cigs, quando si comincia a mettere mano alle manutenzioni, quando si cominciano a fare gli investimenti”, ha concluso Palombella, sottolineando che la Uilm e i sindacati continueranno ad incalzare l’esecutivo.

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