Flavia Franzoni, moglie di Romano Prodi, è morta per un malore improvviso durante una passeggiata in Umbria insieme al marito e alcuni amici. A comunicarlo è stato lo stesso ufficio stampa dell’ex presidente del Consiglio: “Con enorme dolore, il presidente insieme ai suoi figli Giorgio, Antonio e a tutta la sua famiglia, annuncia che oggi, all’improvviso, si è spenta sua moglie”. Una notizia che ha sconvolto tutto il mondo della sinistra. “Siamo tutte e tutti sconvolti di fronte alla morte improvvisa di Flavia Franzoni”, ha scritto in una nota la segretaria dem Elly Schlein. “E in questo momento di enorme dolore vogliamo stringerci attorno a Romano Prodi e a tutta la loro famiglia con il grande affetto mio personale e di tutta la comunità democratica. E’ impossibile riassumere lo spessore intellettuale, le qualità e la passione civile di Flavia Franzoni, sempre così attenta alle fragilità sociali e impegnata a fianco degli ultimi, grande innovatrice delle politiche sociali. Ci mancheranno, tanto, la sua capacità di analisi e la sua profondità di pensiero, il suo consiglio sempre prezioso”. Poco dopo è arrivato anche il “profondo cordoglio” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Condoglianze anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Un abbraccio e un pensiero alla famiglia e a tutti i suoi cari”, ha scritto su Twitter.

Franzoni aveva 76 anni ed era stata docente di “Metodi e tecniche del servizio sociale” presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. Nel 1996 partecipò attivamente accanto al marito alla campagna elettorale per le elezioni politiche che sarebbero poi state vinte dall’Ulivo. Da quanto si apprende, Franzoni è morta mentre si trovava in viaggio con il marito e alcuni amici, tra cui l’ex ministro dem Arturo Parisi, su un sentiero francescano in Umbria. Stavano facendo un cammino a piedi, avevano dormito a Gubbio e oggi erano ripartiti in direzione di Assisi. Durante la camminata, Flavia Prodi è caduta all’improvviso, forse a causa di un malore. Per recuperare la salma è intervenuto anche il soccorso alpino: secondo le prime informazioni Franzoni è morta in una località in una zona piuttosto impervia e l’intervento è stato reso ancora più difficile dalla pioggia.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dagli esponenti della politica italiana. “Rimango senza parole”, ha scritto su Twitter l’ex segretario Pd Enrico Letta. “Abbraccio Romano con Giorgio e Antonio. Ripenso ad un’infinità di momenti, di parole, di sentimenti. Penso con immensa gratitudine a tutto quello che Flavia ha fatto e rappresentato”. Per il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini “Flavia Franzoni era una persona speciale. Una mente acuta, una docente universitaria di alto livello, un’osservatrice della nostra società discreta, ma sempre attenta e presente. Una donna di grande umanità e intelligenza”. La presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti ha diffuso una nota per ricordare “una donna protagonista della vita civile e sociale del Paese, impegnata nel campo dello studio dello stato sociale e del contrasto alle diseguaglianze”. A ricordarla anche Pier Ferdinando Casini che si è detto “attonito nell’apprendere della scomparsa di Flavia, mi stringo a Romano Prodi e ai suoi figli in questo mo

mento di grande dolore. È stata senz’altro una donna speciale che lascerà un vuoto immenso. Penso in queste ore a quanto Romano e Flavia siano stati una coppia esemplarmente unita in tutti i momenti della loro vita”. Anche il commissario agli Affari Economici dell’Ue, Paolo Gentiloni, ha voluto dimostrare la propria vicinanza alla famiglia Prodi con un tweet: “Profondamente colpito dalla notizia della improvvisa scomparsa di Flavia Franzoni, donna forte e sempre presente nelle storie comuni di questi decenni. Abbraccio Romano Prodi e tutta la sua famiglia”.

A ricordarla anche il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali. “Per noi, assistenti sociali”, ha dichiarato in una nota il presidente Gianmario Gazzi, “Flavia Franzoni, prima che moglie del presidente Prodi, al quale ci stringiamo insieme ai suoi figli, era una persona speciale. Era la ricercatrice, la docente che ha formato nelle università e nei centri studi a Bologna, Verona e Venezia generazioni di colleghe e colleghi insegnando ‘Organizzazione dei servizi sociali e politica dei servizi sociali’. Ospite di nostri convegni e iniziative importanti, ha portato il suo sapere e la sua umanità, la discrezione e la simpatia in platee che hanno riconosciuto in lei il valore della formazione necessaria per essere d’aiuto a chi ha bisogno di aiuto. La sua storia è un po’ la nostra storia, per questo resterà con noi”.

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