Attualità

Morto a 84 anni Maurizio Costanzo, era ricoverato in clinica a Roma. Inventore del talk show e maestro della tv, disse: “Vorrei morire con Maria De Filippi che mi tiene per mano”

Da Bontà Loro in Rai nel 1976 fino al Maurizio Costanzo Show nel 1982 su Canale 5, Costanzo crea una sorta di spazio colloquiale, salottiero dove mescola la presenza di personaggi del mondo dello spettacolo a quelli della politica, infine della tv, con un linguaggio colloquiale ma mai scontato. Negli anni Novanta, quando il Costanzo Show si infila nel contesto politico tra Prima e Seconda repubblica è vittima di un attentato mafioso ma senza conseguenze. Nel 1980 il nome di Costanzo apparve nella lista della loggia massonica P2 di Licio Gelli pubblicata dal Corriere della Sera

di Ilaria Mauri

Maurizio Costanzo è morto. Aveva 84 anni. Come si legge sul Corriere della Sera, si è spento nella clinica Paideia, a Roma, dove era ricoverato da qualche tempo: da lì avrebbe seguito il Festival di Sanremo ma non solo. In collegamento con il Tg1 delle 13.30, Bruno Vespa ha ricordat0 come Costanzo abbia lavorato finanche a ieri. I funerali si terranno lunedì 27 febbraio, alle ore 15, presso la Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, sempre nella Capitale: sabato e domenica, invece, sarà allestita la camera ardente presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio (ingresso dal Portico del Vignola).

Indiscusso protagonista della storia della tv italiana, Maurizio Costanzo è stato giornalista, autore radiofonico, teatrale e musicale, sceneggiatore cinematografico, infine sul finire degli anni Settanta ideatore e conduttore del genere allora nascente del talk show. Da Bontà Loro in Rai nel 1976 fino al Maurizio Costanzo Show nel 1982 su Canale 5, Costanzo crea una sorta di spazio colloquiale, salottiero dove mescola la presenza di personaggi del mondo dello spettacolo a quelli della politica, infine della tv, con un linguaggio colloquiale ma mai scontato. Negli anni Novanta, quando il Costanzo Show si infila nel contesto politico tra Prima e Seconda repubblica è vittima di un attentato mafioso ma senza conseguenze. Nel 1980 il nome di Costanzo apparve nella lista della loggia massonica P2 di Licio Gelli pubblicata dal Corriere della Sera: lui non negò l’iscrizione – “Sono stato un cretino”, dichiarò pubblicamente – ma respinse ogni accusa di partecipazione alla loggia deviata.

“Dicono che sono un uomo severo, ma in realtà lo sono stato più con me stesso. E che ho anche potere, ma in realtà chi lo è, è colui che ordina e comanda, e io non lo faccio. Credo di aver fatto bene, ma se devo riconoscere un fallimento è quando facevo l’impresario del Teatro Parioli di Roma: potevo farlo meglio. Mentre da giornalista non mi pento di nulla, ho solo un rammarico: non aver mai intervistato un Papa“, disse in una recente intervista. La sua è stata una vita a fare domande a personaggi che hanno fatto la Storia a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica. Figlio unico, già da bambino si appassiona al giornalismo, al quale dedicherà tutta la sua vita: “Già a nove anni pensavo di fare il giornalista – raccontò tempo fa in un’intervista – e mi scrivevo un giornale da solo. Leggevo ad alta voce intere commedie di Goldoni, cosa che esasperava i miei genitori, e poi mi chiudevo in camera e ascoltavo alla radio Corrado e Mario Carotenuto”. A quattordici anni il suo idolo era il giornalista Indro Montanelli, al quale scrisse una lettera piena d’ammirazione. Montanelli non solo gli rispose, ma lo invitò anche nella redazione romana del Corriere della Sera dove all’epoca lavorava: “Se vuoi fare il giornalista allora inizia il prima possibile” gli disse. E il giovane Maurizio Costanzo non se lo fa ripeter due volte. Durante gli anni del liceo scrive i primi articoli e si confronta con il suo professore di lettere, anch’egli giornalista, e si offre poi volontario per coprire i turni estivi a Paese Sera. Inizia così la sua lunga carriera nel mondo dell’informazione, di cui è stato una figura centrale. Il talento poliedrico e la curiosità inesauribile l’hanno portato a sperimentare diversi ambiti, dai giornali alla radio fino alla televisione, passando per il teatro e il cinema, riscuotendo sempre un grande successo. Nel suo curriculum può vantare anche un’esperienza come paroliere: è stato lui infatti a scrivere Se telefonando per Mina. Unico fallimento, caduto ormai nel dimenticatoio, il quotidiano popolare L’Occhio: da lui fondato sul modello della stampa scandalistica anglosassone fallì presto per le scarse vendite.

Dopo un passato in Rai, nel 1982 approda all’allora Fininvest di Silvio Berlusconi, che si accingeva a instaurare il suo impero televisivo. Così, su Rete4 va in onda la prima puntata del Maurizio Costanzo Show. Il primo salotto della televisione, un format innovativo che per decenni sarà il termometro della società italiana attraverso scandali politici, complesse vicende di cronaca e volti noti dle mondo dello spettacolo. Prima dal teatri Sistina e poi dal Parioli, Maurizio Costanzo manda in onda oltre 4400 puntate e mette a nudo migliaia di ospiti che fanno la fila per sedersi sulle poltrone del suo talk show. Nei suoi salotti ha raccontato – e in parte fatto – la storia degli ultimi quarant’anni: e il pubblico premia il talk-show più bello d’Italia con ottimi ascolti televisivi, nonostante vada in onda a tarda sera sui canali Mediaset. Dal ‘Costanzo Show‘ nascono personaggi ancora oggi sulla cresta dell’onda ma allora semi-sconosciuti, come Vittorio Sgarbi, Luciano De Crescenzo, Valerio Mastandrea, Ricky Memphis, Daniele Luttazzi, Alessandro Bergonzoni, Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Dario Vergassola, Gioele Dix; e da quel palcoscenico lancia per primo verso il grande pubblico i romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il commissario Montalbano. Apprezzatissime anche le sue trasmissioni radiofoniche prima su RadioRai, poi Radio Dimensione Suono, Rtl 102.5 e Radio 105. Sempre pacato, con quel suo modo di fare unico, riesce sempre a conquistarsi l’attenzione del pubblico. Molto ansioso, molto fumatore (marca Merit), molto pigro: il sabato e la domenica era capace di starsene ore e ore stravaccato in poltrona, a guardare film in cassetta. Ci avete mai fatto caso? Gli abiti che indossava sono sempre stati stesso colore e nonostante le insistenze iniziali di Berlusconi non si è mai piegato alla cravatta: “Non ho collo, come faccio?”, disse giustamente a Silvio.

Dopo il fallimento dei suoi matrimoni con Lori Sammartini, Flaminia Morandi (il regista Saverio è suo figlio) e Marta Flavi, e la fine dell’importante relazione sentimentale con Simona Izzo, negli studi Mediaset conosce Maria De Filippi: “Aspettavo di incontrare Maria e non lo sapevo”, disse svelando il suo lato più romantico. “Posso dire solo che nella vita, a volte, scatta una magia: nella mia è scattata quando ho conosciuto lei”: era il 1990 e da allora sono passati oltre 30 anni, vissuti sempre insieme, fianco a fianco. La più grande – e probabilmente anche la più drammatica – dichiarazione d’amore che le ha fatto è stata quella sul voler morire tenendole la mano: “La donna della mia vita nella mano della quale vorrei morire. Lei era in macchina con me nella notte dell’attentato. Maria è anche la mia perla come talent scout. La mia scoperta più esaltante. Lei non voleva saperne di fare televisione”. Parole dolcissime, a cui – qualche anno dopo – avevano fatto seguito quelle di lei: “Le confesso che non so se ne sarò capace, se avrò la forza e il coraggio di tendergli la mia mano quel giorno lì. Troppo dolore. Non voglio che mi resti come ultimo ricordo l’intreccio di quelle dita”, aveva detto Maria De Filippi.

Morto a 84 anni Maurizio Costanzo, era ricoverato in clinica a Roma. Inventore del talk show e maestro della tv, disse: “Vorrei morire con Maria De Filippi che mi tiene per mano”
Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione