“Nel Pd circola voce che dopo le elezioni Renzi mi farà fuori? Sono tutte idiozie. Renzi ha fatto un passo indietro, visto che il nome sul simbolo è il mio. Tra l’altro, non mi ha fatto fuori nemmeno quando è stato l’uomo più potente d’Italia. Abbiamo avuto una rottura sul governo Conte Due, ma sono veramente cose che non stanno né in cielo, né in terra”. Così, ai microfono di “24 Mattino” (Radio24), il leader di Azione Carlo Calenda risponde a una domanda del conduttore Simone Spetia sul futuro del rapporto tra lo stesso Calenda e Renzi.
E aggiunge: “Renzi non è e non è mai stato un mio amico. In politica non ci sono amici. Però condividiamo le scelte, cioè i rigassificatori, i termovalorizzatori, l’impresa 4.0, no ai sussidi, sì agli investimenti su sanità e scuola. Questo è quello che conta in politica, il resto non conta niente. Non ci sono amici in politica”.

Calenda poi spiega le ragioni per cui con gli altri partiti al governo ci sarebbe “uno sfascio”: “Se uno vota il Pd, butta la propria preferenza, perché non si sa con chi si vuole alleare. Non si vuole alleare neppure coi propri alleati Fratoianni e Bonelli, anche se io penso che il giorno dopo le elezioni il Pd si alleerà coi 5 Stelle. Se uno vota la destra, mettiamo le premesse per il disastro. Berlusconi, dopo le frasi di ieri su Putin da Vespa, ci ha portato fuori da ogni di tipo di alleanza europea e atlantica. Se quindi va al governo, è un disastro nazionale. Quelle di Berlusconi – rincara – sono parole eversive, una cosa disastrosa e di una gravità totale. Ieri Berlusconi ha parlato come un generale di Putin. Se la destra va al governo, l’Italia va in default, ma credo che questa maggioranza non durerebbe più di 4 mesi. Soluzioni alternative a Draghi implicano l’Italia allo sfascio. Poi ti può stare simpatica Meloni o Letta o Conte, che è come il comandante Lauro che regala una scarpa in cambio del voto, ma sono tutte cavolate”.

Il leader di Azione ribadisce la necessità di un governo Draghi Bis: “Draghi ha detto no a un secondo mandato? Ha solo risposto a una domanda in conferenza stampa e non poteva rispondere diversamente. Sono convinto comunque che lui non voglia rifare il presidente del Consiglio, come Mattarella non voleva fare il secondo mandato, ma poi quando la patria l’ha chiamato ha risposto di sì. Con chi si fa il Draghi Bis? Con noi, che avremo moltissimi voti come a Roma e che saremo il nucleo di un governo davvero riformista. E poi col Pd, con Forza Italia e spero con la Lega che manda finalmente a casa Salvini“.
A Spetia che, allibito, gli fa notare che pochi minuti prima aveva stroncato Berlusconi, Calenda risponde: “Dopo le elezioni Forza Italia non ci sarà più, cioè diventerà sostanzialmente un micropartitino che assorbiremo noi. Questo è del tutto evidente”.

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