Vladimir Putin è stato trascinato alla guerra dalle pressioni interne e il suo obiettivo era “sostituire il governo di Zelensky con un governo di persone perbene“. Infatti, “non ho capito perché le truppe russe si sono espanse in giro per l’Ucraina, mentre secondo me dovevano soltanto fermarsi intorno a Kiev“. Così Silvio Berlusconi a Porta a Porta difende l’amico Putin: il leader di Forza Italia, il partito che per tutta la campagna elettorale si è posto come garante nel centrodestra dell’atlantismo e dell’europeismo dell’Italia, a tre giorni dal voto definisce implicitamente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky una persona non perbene, usando toni molto più vicino a Mosca che a Kiev. E di fatto giustifica le azioni del capo del Cremlino, sostenendo anche che avrebbe dovuto continuare nell’assedio della capitale Kiev. Le dichiarazioni arrivano proprio nel giorno in cui l’ambasciata russa in Italia ha postato alcune foto di ex premier e leader italiani in compagnia di Putin, quindi anche Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Enrico Letta, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. “Ne abbiamo da ricordare”, si legge nel tweet. E tra le foto compare ovviamente anche uno scatto di Putin e Berlusconi, che si sussurrano qualcosa a pochi centimetri uno dall’altro.

Le frasi di Berlusconi vengono messe in onda su Rai1 senza contraddittorio, con il conduttore Bruno Vespa in silenzio. La stessa cosa invece non era accaduta il giorno prima, quando ospite a Porta a Porta c’era Francesco Toscano, candidato di Italia Sovrana e Popolare. In quel caso Vespa aveva interrotto l’ospite chiedendogli conto delle sue dichiarazioni a difesa del Donbass (qui il video). Con Berlusconi, invece, Vespa solamente al termine dell’intervento accenna: “Diamo atto anche a Zelensky di essere una persona perbene”. Berlusconi non replica, aspetta la domanda successiva. L’ex premier è intervenuto solo questa mattina, scrivendo su Twitter: “L’aggressione all’Ucraina è ingiustificabile e inaccettabile, la posizione di Fi chiara: saremo sempre con l’Ue e con la Nato”. Berlusconi ha anche postato un altro stralcio della sua intervista a Porta a Porta in cui ribadisce che “non possiamo in nessun modo e per nessuna ragione rompere la nostra partecipazione all’Europa, alla Nato, all’Occidente, agli Stati Uniti“.

Prima di quella precisazione, però, il leader di Forza Italia aveva fatto un ragionamento lungo oltre 2 minuti, che partiva peraltro da un concetto che aveva già espresso a inizio settembre: “Putin è caduto in una situazione difficile e drammatica”. Il presidente russo “ha fatto la guerra in Ucraina per le pressioni del partito comunista”, era la surreale teoria esposta tre settimane fa alla presentazione dei candidati di Forza Italia in Veneto. Adesso la ricostruzione di Berlusconi è ancora più sui generis: Putin “è caduto” in questa situazione perché “si è trattata di una missione delle due repubbliche filorusse del Donbass che sono andate a Mosca e hanno parlato con tutti, con giornali, tv e ministri del partito”.

Per il leader di Forza Italia, quindi, il capo del Cremlino non poteva fare altro che intervenire in difesa del Donbass. Che poi è in breve quanto ha sempre sostenuto lo stesso Putin. Berlusconi afferma: “Sono andati da lui in delegazione dicendo ‘Zelensky ha aumentato gli attacchi delle sue forze contro di noi ed i nostri confini, siamo arrivati a 16mila morti, difendici perché se non lo fai tu non sappiamo dove potremo arrivare'”. Quindi, prosegue Berlusconi, “Putin è stato spinto dalla popolazione russa, dal suo partito e dai suoi ministri ad inventarsi questa operazione speciale“. Una ricostruzione fantasiosa, a dir poco, rispetto ai resoconti sul potere assoluto di cui Putin dimostra ogni giorno di godere, in generale una giustificazione del caro amico lontano che ha deciso di lanciare l’attacco all’Ucraina.

“Per cui – prosegue il racconto di Berlusconi a Porta a Porta – le truppe russe dovevano entrare, in una settimana raggiungere Kiev, sostituire con un governo di persone perbene il governo di Zelensky ed in una settimana tornare indietro. Invece hanno trovato una resistenza imprevista che poi è stata foraggiate con armi di tutti i tipi dall’Occidente”. Qui il leader di Forza Italia sfocia anche nell’analisi militare e aggiunge: “Non ho capito perché le truppe russe si sono espanse in giro per l’Ucraina, mentre secondo me dovevano soltanto fermarsi intorno a Kiev“. Ad oggi “la guerra dura da più di 200 giorni, la situazione è diventata molto difficile, io mi sento male quando sento parlare dei morti perché ho sempre ritenuto la guerra la follie delle follie”, conclude Berlusconi.

Dopo che le sue dichiarazioni hanno scatenato una bufera, l’ex premier sostiene di essere stato male interpretato: “Bastava vedere tutta l’intervista – e non solo una frase estrapolata, sintetica per motivi di tempo, come si sa la semplificazione a volte è errata – per capire quale sia il mio pensiero, che peraltro è noto da tempo. Riferivo quello che alcuni raccontano, senza nessuna adesione del mio pensiero a quel racconto. Forse sono stato frainteso, facevo solo il ‘cronista’ riferendo il pensiero di altri. L’aggressione all’Ucraina è ingiustificabile e inaccettabile, la posizione di Forza Italia chiara e netta: non potremo mai in nessun modo e per nessuna ragione rompere la nostra partecipazione all’Unione europea e all’Alleanza atlantica”.

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