Una fila di automobili di scorta, il corteo che si ferma e fa scendere i reali a pochi passi dal cratere sull’autostrada di Capaci. Cosa nostra aveva appena ucciso Giovanni Falcone e la regina Elisabetta chiese di rompere il protocollo della sua veloce visita a Palermo per rendere omaggio al magistrato assassinato il 23 maggio del 1992. A ricordare l’evento, nelle ore successive alla morte della regina d’Inghilterra, è stata l’agenzia Agi, che ha recuperato dagli archivi i take dell’epoca, rilanciati sui social anche dall’associazione Wikimafia.


Era il 25 maggio del 1992 quando lo yacht reale Britannia era arrivato nel porto di Palermo. Lì attendeva l’arrivo di Elisabetta II e del principe Filippo di Edimburgo per condurli a a Malta in visita ufficiale. Un viaggio istituzionale, dunque, programmato da mesi nei minimi particolari. Per il secondo passaggio della regina a Palermo – città che apprezzava particolarmente e che aveva già visitato nel 1980 – era stato previsto solo un veloce transito in città e un saluto al sindaco direttamente al porto. Il 23 maggio del 1992, però, l’autostrada che collega il capoluogo siciliano con l’aeroporto era saltata in aria: i boss di Cosa nostra avevano ucciso Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.

La notizia della strage, rilanciata in tutto il mondo, colpì anche la regina Elisabetta che decise di cambiare i suoi piani: il 27 maggio del ’92 chiese di fermare il corteo sul luogo in cui la mafia aveva fatto esplodere l’autostrada. Una sosta breve, di circa dieci minuti: Elisabetta e Filippo si fermarono per qualche istante di raccoglimento. Il consorte della regina, raccontano le cronache dell’epoca, pose alcune domande sull’attentato all’allora prefetto di Palermo. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte dei reali, ma la regina – sconvolta dal cratere aperto sull’autostrada – commentò con un “incredible” la vista del luogo della strage. Poi il corteo riprese la sua marcia, transitando sul ponte provvisorio costruito in quei giorni dal Genio dell’Esercito per passare sul tratto dell’autostrada sventrato dal tritolo di Cosa nostra.

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