L’Italia continua a nella sua operazione per ridurre la propria dipendenza dal gas russo. E mentre il presidente del Consiglio, Mario Draghi, volava in Algeria per concludere un nuovo accordo per aumentare la forniture dal Paese nordafricano, diventato il primo partner di Roma per le forniture del combustibile fossile, da Snam arriva la notizia che la Russia perde un’altra posizione e si colloca al quinto posto tra i fornitori di gas all’Italia.

Secondo le stime della società, dei 228,54 milioni di metri cubi importati oggi, 68,55 provengono dall’Algeria, 48,94 dal Nord Europa, 32,84 dall’Azerbaijan e 27,06 milioni dal rigassificatore di Cavarzere (Rovigo). Solo dopo troviamo i 25,55 milioni ancora forniti da Mosca. Un dato che dimostra come il governo stia tentando di mettersi al riparo da un eventuale blocco delle forniture da parte della Federazione, considerando anche il drastico calo registrato negli ultimi mesi. A questa situazione si aggiunge che, precisano, dal rigassificatore di Livorno sono attesi 14,09 milioni di metri cubi e da Panigaglia (La Spezia) 9,29 milioni, ai quali devono anche essere aggiunti gli 8,98 milioni di produzione nazionale e i 6,23 milioni di metri cubi previsti dalla Libia.

Anche in funzione di questa strategia che ha portato il Paese ad essere quello che più di tutti in Europa ha ridotto la propria dipendenza dal gas russo, tagliando le percentuali dal 40% al 25%, Draghi si è incontrato con il presidente algerino, Abdelmajid Tebboune, portando a casa un nuovo accordo per ulteriori 4 miliardi di metri cubi. “Nei giorni scorsi la società algerina Sonatrach ha comunicato il prossimo rilascio di 4 miliardi di metri cubi di gas verso l’Italia, nell’ambito dell’accordo firmato con Eni ad aprile – ha dichiarato il premier – Questo vertice ha confermato il nostro partenariato privilegiato nel settore energetico. In questi mesi, l’Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese”. Un’intesa, questa, che porterà nelle casse di Algeri ulteriori 4 miliardi di dollari, come spiegato dal presidente algerino che, inoltre, ha fatto sapere di aver proposto all’Italia di diventare il fornitore dell’Europa per quanto riguarda l’energia solare ed elettrica.

Intanto l’Ue cerca di limitare al massimo il consumo di gas per accumulare la maggior quantità possibile di combustibile in vista dell’inverno e di un possibile stop alle forniture di Mosca. L’Agenzia internazionale dell’energia ritiene “essenziale” che l’Europa adotti subito “azioni coordinate” per prevenire “un consistente gas crunch” nel “duro inverno che ha davanti”, in caso di stop alle forniture russe. Nei prossimi tre mesi, calcola l’Aie, dovranno essere risparmiati “ulteriori” 12 miliardi di metri cubi di gas da destinare agli stoccaggi, suggerendo l’adozione di “cinque misure immediate”, inclusi controlli sui consumi delle famiglie. Senza l’implementazione adesso di “questo tipo di misure”, l’Europa “potrebbe dover affrontare tagli e contingentamenti molto più drammatici più avanti”.

Ma anche da Bruxelles si continua a lavorare per sfruttare al massimo le fonti di approvvigionamento alternative. Una di queste è senza dubbio l’Azerbaijan e a questo proposito i funzionari fanno sapere che la firma del Memorandum d’intesa tra Ue e Baku per il raddoppio dei flussi di gas verso l’Europa porterà “a dei lavori aggiuntivi” da fare con investimenti comunitari su alcuni tratti del Corridoio Meridionale e in particolare “sul Tap che unisce Grecia a Italia”. Attualmente, dal Paese l’Unione importa 6 miliardi di metri cubi di gas.

Ben consapevole della strategia europea, la Russia guarda invece a Oriente e lavora per aumentare ulteriormente le forniture verso la Cina: “Il 17 luglio è stato stabilito un nuovo record per il volume giornaliero delle forniture di gas russe alla Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia“, ha fatto sapere Gazprom. La compagnia in precedenza ha comunicato che le forniture alla Cina sono crescite del 63,4% nella prima metà del 2022. Il capo di Gazprom, Alexei Miller, ha affermato che il programma per l’invio di gas sulle rotte orientali è stato accelerato e continuerà a crescere. L’accordo tra Russia e Cina attualmente prevede la fornitura di 38 miliardi di metri cubi l’anno.

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