È morto all’età di 84 anni l’attore statunitense Bo Hopkins, celebre per la sua partecipazione nei film ‘American Graffiti’ e ‘Il Mucchio Selvaggio‘. La conferma del decesso è stata data dalla seconda moglie dell’attore, Sian Eleanor Green: “È con grande tristezza che annunciamo che Bo è morto – ha fatto sapere a The Hollywood Reporter-. Bo adorava ascoltare i suoi fan in tutto il mondo e, sebbene non sia stato in grado di rispondere a tutte le e-mail negli ultimi anni, ha apprezzato la vicinanza di tutti voi”. Hopkins è deceduto a Van Nyuys, in California, al Valley Presbyterian Hospital, alcune settimane dopo aver subito un infarto. Interprete dallo sguardo feroce che è diventato famoso vestendo i panni di ladri e furfanti: all’anagrafe William Hopkins, decise di cambiare il suo nome in Bo in riferimento al personaggio che ha interpretato nella sua prima commedia a Broadway, ‘Bus Stop’.

Nato a Greenville, North Carolina, si arruolò nell’esercito a 16 anni, e dopo aver finito il servizio militare si dedicò alla recitazione, ottenendo quasi sempre ruoli di supporto ma memorabili. Con la sua parlantina da far accapponare la pelle e con la sua capacità di sfoggiare un volto crudele, Hopkins è stato uno degli attori preferiti dal regista Sam Peckinpah, che lo scritturò in tre film: nel ruolo di Clarence “Crazy” Lee ne “Il mucchio selvaggio” (1969), nel ruolo di un rapinatore di banche doppiogiochista in “Getaway” (1972) e nel ruolo di un esperto di armi in “Killer elite” (1975).

Il suo ruolo di Joe Young, il capo della gang di greaser The Pharaohs in “American Graffiti” (1973) di George Lucas lo ha consacrato come un cattivo di prim’ordine sullo schermo. Il momento culminante del suo ruolo è stato quello di convincere Curt (Richard Dreyfuss) ad attaccare un gancio e una catena a un’auto della polizia in modo che, quando questa si lanciava all’inseguimento, l’asse posteriore volava via. L’ultima apparizione in un film risale al 2020 in ‘Elegia americana‘, lavoro di Ron Howard in cui si è riunito con il suo co-protagonista di ‘American Graffiti’.

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