E’ scontro fra il fondatore di Amazon Jeff Bezos e la Casa Bianca di Joe Biden. Il tweet di venerdì in cui il presidente statunitense sostiene l’idea di maggiori tasse sulle grandi aziende anche per far calare l’inflazione non è piaciuto all’imprenditore.

Bezos, di solito pacato sui social media replica “Va bene discutere sull’aumento delle tasse per le imprese. E’ essenziale discutere su come domare l’inflazione. Ma mescolare insieme i due temi è solo un depistaggio”.

Il fondatore di Amazon chiede quindi al Disinformation Governance Board appena creato dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale di esaminare il tweet. Non contento osserva come il senatore democratico Joe Manchin, spina nel fianco di Biden, abbia “salvato l’amministrazione da se stessa”, evitandole di “iniettare ulteriori stimoli in un’economia già surriscaldata. L’inflazione è una tassa regressiva che fa più male ai meno benestanti. Un depistaggio non aiuta il paese”.

A questo punto arriva la controreplica della Casa Bianca: “Non sorprende che uno degli uomini più ricchi del mondo” sia contrario a un’agenda che favorisce la classe media. E non sorprende, aggiunge ancora il vice portavoce della Casa Bianca Andrew Bates, che il suo tweet di critica sia arrivato dopo che Biden ha incontrato i rappresentati sindacali, inclusi quelli di Amazon. D’accordo con la Casa Bianca l’ex segretario al Tesoro ed economista Larry Summers, in passato critico sulle strategie economiche dell’amministrazione. “Ritengo che Jeff Bezos abbia sbagliato nel suo recente attacco all’amministrazione Biden. E’ perfettamente ragionevole ritenere, come ha detto il presidente, che sarebbe necessario aumentare le tasse per ridurre la domanda e contenere l’inflazione”, spiega Summers.

Bezos però non sente ragioni. Posta la risposta della Casa Bianca e la bolla come un diversivo usando l’espressione ‘Look, a squirrel!’ (Guarda, uno scoiattolo! Modo per intendere che Biden sta cercando di distrarre l’attenzione del pubblico, ndr) . “Vogliono comprensibilmente confondere sull’argomento. Lo sanno che l’inflazione fa male a chi ha più bisogno. Ricordate che l’amministrazione ha fatto del suo meglio per aggiungere altri 3.500 miliardi di spesa federale. Hanno fallito ma se avessero avuto successo l’inflazione sarebbe ancora più alta oggi, che è già ai massimi da 40 anni”. Il caro vita è il tema che preoccupa più gli americani e quello più scivoloso per i democratici alle elezioni di metà mandato. La Fed si è lanciata in una aggressiva campagna di rialzi dei tassi per contenere l’inflazione con il rischio di far scivolare l’economia in recessione. “Più la Fed alzerà” il costo del denaro, “maggiore è il rischio di recessione”, afferma l’ex numero uno della banca centrale Ben Bernanke prevedendo un periodo di stagflazione. Convinto che ci sia un “rischio molto, molto elevato” di recessione è anche l’ex amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, che invita le aziende e i consumatori a prepararsi.

Secondo i calcoli dell’Institute of taxation and economy policy nel 2021 il gruppo Amazon è riuscito ad eludere tasse per oltre 5 miliardi di dollari. Negli ultimi 4 anni l’aliquota effettivamente pagata sui profitti è stata del 5% a fronte di un prelievo in teoria del 21%. Lo scorso anno la filiale lussemburghese del colosso dell’e-commerce a cui fanno capo le divisione della gran parte dei paesi europei non ha pagato neppure un euro di tasse.

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