Nel 2021 “Amazon Europe unit”, divisione basata in Lussemburgo a cui fanno capo le attività di Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Olanda e Svezia, non ha pagato tasse. Anzi, ha ricevuto un credito di imposta di un miliardo di euro. Questo a fronte di ricavi saliti del 17% a 51,3 miliardi di euro. Le tasse però si calcolano sui profitti che, per Amazon Eu non ci sono stati. Anzi la società ha messo a bilancio una perdita di 1,2 miliardi di euro. Curioso visto che le vendite della società sono salite del 22%, i costi non sono aumentati e, a livello di intero gruppo, il 2021 si è chiuso con utili per 24,9 miliardi, due miliardi in più dell’anno prima. Ma che in Europa la società non faccia utili non è una novità. La sede è in Lussemburgo e a questa entità fanno capo le attività

Il piccolo paese ha un regime fiscale estremamente favorevole, soprattutto molto permissivo per quanto riguarda i trasferimenti dei guadagni altrove, verosimilmente in giurisdizioni segrete come le solite isole Vergini, Cayman etc, Jersey, Delaware etc (gran parte riconducibili direttamente alla Gran Bretagna). Qui i profitti vengono tassati con aliquote irrisorie o addirittura inesistenti. Il “giochetto” con cui le multinazionali spostano gli utili è, alla fine, piuttosto semplice. Filiali si uno stesso gruppo domiciliate altrove vendono alle divisioni dei paesi dove il prelievo fiscale è più alto licenze, programmi, brevetti etc. Ogni anno le filiali di Alphabet (Google) di tutto il mondo comprano ad esempio le licenze da Google Bermuda. Lo stesso fanno, chi più chi meno, la maggior parte delle grandi aziende.

Un portavoce di Amazon ha affermato che la società è soggetta a tasse in tutte le sue filiali europee e che i ricavi, i profitti e le tasse sono registrati e comunicati direttamente alle autorità fiscali locali. “In tutta Europa, paghiamo un’imposta sui profitti societari per centinaia di milioni di euro“, ha affermato il portavoce di Amazon. Interpellata da Ilfattoquotidiano.it la società fa presente che in Italia sono stati pagati 345 milioni di euro di non meglio precisati “contributi fiscali”, dunque non si tratta della normale tassa sui profitti di azienda ma di una definizione molto più ampia. Amazon non ha invece risposto alla domanda sugli utili realizzati in Italia. Una nota del gruppo afferma che il beneficio fiscale di 1 miliardo è “principalmente dovuto alle perdite nette riportate a nuovo secondo il sistema del consolidato fiscale”. La società di Amazon con sede in Lussemburgo conta poco meno di 7mila dipendenti e ha registrato 37 miliardi di euro di spese per “materie prime e materiali di consumo” e 15 miliardi di “oneri esterni”, che hanno portato alla perdita annuale. “Stiamo investendo molto nella creazione di posti di lavoro e infrastrutture in tutta Europa: più di 100 miliardi di euro dal 2010”, ha affermato un rappresentante di Amazon.

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