“Non ho intenzione di dire una sola parola. Non è successo nulla di rilevante. Cercate di capire che non è successo niente di niente di niente”. Lo ripete più volte ai microfoni di“Torre di controllo”, su Radio Globo, Giampiero Mughini, protagonista della chiacchierata rissa con Vittorio Sgarbi sul palco del “Maurizio Costanzo Show”, andato in onda ieri in seconda serata su Canale 5.
Lo scrittore, interpellato telefonicamente da uno dei conduttori della trasmissione, Alberto Gottardo, interrompe la comunicazione, ma al secondo tentativo risponde e ribadisce: “Ci sono mille cose più interessanti di cui parlare. È stato un atto di violenza? Lei non sa proprio di cosa sta parlando“.

Diversa è la tesi di Vittorio Sgarbi, anche lui raggiunto telefonicamente da Gottardo. “Mughini deve solo vergognarsi – accusa il critico d’arte – Ha voluto risolvere una polemica verbale con uno spintone, nonostante in passato abbia detto di essere contrario all'”Uno contro Tutti” di Carmelo Bene, di Sgarbi, di Pietro Taricone e di Umberto Bossi, spettacoli di cazzeggio con molte parolacce”.

Sgarbi racconta i dettagli dello scontro e alla provocazione scherzosa di Gottardo, che, ricordando il celebre schiaffo ricevuto da Roberto D’Agostino e un altro tafferuglio con lo stesso Mughini, lo definisce “una pippa” perché è costantemente vittima di aggressioni fisiche, risponde convintamente: “Ma questo è un problema loro. Sono loro che usano le mani, non io. Sono contro la guerra e contro la violenza, non vedo perché io debba ricorrere alle mani. Sono per risolvere i problemi con le parole. A Mughini potevo anche dare un pugno, ma non ci ho neppure pensato – conclude – perché è contrario ai miei principi. Comunque, a parte io che cado e il quadro che mi cade in testa, puoi leggere tutto quasi come una cosa comica e divertente. Ma resta il fatto che il tono di Mughini è un tono che ha bisogno di affiancare all’insulto un pugno, mentre invece io seguo i futuristi: mi fermo all’insulto“.

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