“Le mie liti sono memorabili, ho inventato un genere televisivo, che ci tengo a precisare non ha mai avuto una sceneggiatura. Nulla di scritto”. All’indomani della messa in onda della puntata del Maurizio Costanzo Show in cui Vittorio Sgarbi ha litigato pesantemente con Giampiero Mughini – tra i due sono volate parole grosse e spintoni -, il critico d’arte torna a parlare delle “risse” di cui è stato protagonista in questi ultimi decenni. E lo fa con una lunga intervista al dorso bolognese del Corriere della Sera alla vigilia dei suoi 70 anni, che compirà l’8 maggio, rivelando tra le altre cose di aver collezionato circa 700 querele.

LA RISSA CON MUGHINI E LA QUESTIONE “SUPERIORITÀ” – Vittorio Sgarbi torna a parlare della lite con Mughini, innescata dalle parole di Al Bano durante un confronto sulla guerra in Ucraina, ma la liquida in poche righe rivelando però di essersi ispirato al “complesso di superiorità” che Berlusconi sentiva nei confronti dei parlamentari. “Io provo la stessa cosa e quando ho un confronto televisivo mi sento naturalmente superiore, il mio modello culturale è Cassius Clay (Muhammad Ali, ndr): quando ho di fronte qualcuno deve accettare la legge del più forte, altrimenti la vivo come una lesa Maestà. E se non lo accetta lo bastono (ride, ndr). La bastonatura non ha alcuna volontà polemica ma solo la consapevolezza di vedere la mia forza rispettata“. Sgarbi precisa che le sue liti in tv non nascono da “un’antipatia nei confronti dell’altra persona, piuttosto su quel singolo punto sul quale evidentemente è nato lo scontro”.

LE LITI CON MIKE, D’AGOSTINO E LA BATTAGLIA – Il critico ha poi aperto il cassetto dei ricordi, cominciando da una delle sue prime liti televisive, quella con Mike Bongiorno durante la registrazione di una puntata di TeleMike. “La mia partecipazione doveva durare circa 12 minuti, ma alla fine ne vennero tagliati 8-9 minuti perché iniziammo a litigare. La discussione nacque da una mia frase sulle case distrutte dalla lava dell’Etna o dalla possibilità che ciò avvenisse a causa dell’abusivismo edilizio. Non se ne seppe nulla, ma poi fu Antonio Ricci con Striscia la notizia a tirare fuori il filmato”. Tra quelle indimenticabili, c’è il confronto-scontro con Roberto D’Agostino: “Tutto nacque dalle parole di elogio che Francesco Cossiga aveva rivolto nei miei confronti e che evidentemente gli avevano dato fastidio. Ma la cosa più sorprendente è che visti i miei precedenti e anche le liti successive in tanti restano convinti che fui io a dare lo schiaffo a lui. Un totale ribaltamento”. Ma c’è anche un battibecco di cui si pente, quello con la fotografa Letizia Battaglia (scomparsa di recente), all’epoca in cui l’artista era assessore alla Vivibilità del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. “Io la feci piangere perché non ero d’accordo su un’iniziativa. Le chiesi se fosse responsabile di alcune panchine di marmo, di Ettore Sottsass, collocate nella Piazzetta Garraffello, degradata all’inverosimile. Nel centro storico cadente, trovavo stridente quell’intervento fighetto. La misi in crisi“.

LE 680 QUERELE PRESE DA SGARBI – In uno dei passaggi dell’intervista, in cui parla anche del rapporto con le donne, di politica e del legame con i genitori e la sorella, l’editrice Elisabetta Sgarbi, il critico rivela poi di essere “il primatista mondiale di querele”. “Ne ho prese 680 e finora ne ho vinte 560. Ironicamente posso dire che una lite è il modo migliore per celebrare questo compleanno, la considero una medaglia”.

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