È stata depositata alla Camera e al Senato la proposta di legge per il riconoscimento di Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo è stata depositata alla Camera e al Senato. Prima dell’inizio della conferenza stampa, le esponenti del Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo hanno srotolato uno striscione in piazza Montecitorio, con scritto “1 su 7” per ricordare la quantità di donne che soffrono di questa malattia. All’incontro erano presenti anche la modella e influencer Giorgia Soleri e il suo compagno Damiano David, frontman dei Maneskin. Soleri si batte da tempo per il riconoscimento di questo disturbo di cui lei stessa è affetta e di cui ha raccontato sui social. “Spero che le prossime Giorgia – ha detto ai cronisti- a sedici anni, perché io ho cominciato a soffrirne a quell’età, non vivano 8 anni nel dolore senza avere una terapia e senza essere credute, come è successo a me.” “Chiediamo che la vulvodinia e neuropatia del pudendo venga riconosciuta come una malattia cronica invalidante – ha dichiarato Silvia Carabelli del comitato che ha promosso la proposta di legge – chiediamo dei centri specializzati in ogni regione d’Italia e chiediamo educazione e prevenzione nelle scuole.” Damiano rimasto in disparte per tutta la conferenza stampa ha aggiunto: ”Sono qui come alleato, quello che posso fare è aiutare con la mia visibilità, ma il grande lavoro lo stanno facendo le donne del Comitato

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“I 27 disabili costretti a scendere dal treno? Solo uno dei casi”. Stazioni non accessibili e difficoltà di prenotazione: ecco perché in Italia viaggiare non è per tutti

next
Articolo Successivo

Aborto, Amazon si dice pronta a pagare le spese per le dipendenti: “Fino a 4.000 dollari se non disponibile entro 100 miglia”

next