SINA, DALLA SARDEGNA UNA VOCE POTENTE E RICONOSCIBILE – Lasciatevi trasportare dalla voce unica e riconoscibile di Sina, vero nome Enrico Silanos. L’artista sardo, viene da Alghero, pubblica “Vortici” il primo disco ufficiale che arriva dopo le collaborazioni con Mecna, Priestess e CoCo e la partecipazione al progetto di Red Bull 64 Bars / The Album con il brano “Draft”. “Mi sono approcciato alla mia voce lentamente, da autodidatta. Ho sempre scritto e cantato io i miei brani – ci spiega l’artista – e sto cercando di capire la mia voce che direzione potrà prendere nel futuro”. I vortici del titolo del disco si riferiscono “alle persone, alle relazioni ma anche al mio stato d’animo. Dalla copertina – continua – sembra ci sia un riferimento egoriferito, in realtà mi sono messo al centro del buco del vortice proprio perché racconto le mie paure, il mio vuoto interiore ma anche le mie osservazioni su tutto quello che ci circonda. Ho capito un po’ di cose di me e non è stato difficile metterle nero su bianco anche perché nella musica non riesco a non essere sincero. È stato un flusso di coscienza e così ho parlato di diversi temi come la depressione, per fortuna in molti ne stanno parlando ultimamente. Io posso dire di convivere con questo malessere e di essere riuscito a superarlo con tanta forza di volontà. Se oggi sono sereno? Diciamo più in una situazione precaria di equilibrio su un filo sottilissimo. Ho trovato un po’ di equilibrio in questo disco”. La Sardegna rimane sempre dentro Sina: “Alghero mi ha regalato la musica fatta di sale e mare, Milano mi ha dato invece i contatti e nuove collaborazioni, come ad esempio quella magica con Rkomi che è nel disco, in ‘Così Soli’. Ma poi devo tornare ad Alghero, per me riconnettermi con la mia terra è necessario”.

BIONDO, RICOMINCIARE DAL POP CON NUOVE CONSAPEVOLEZZE – Dopo cinque anni di silenzio musicale, Biondo (tra i protagonisti di Amici 17) torna con “3:33” , anticipato dai singoli “Garçon” (feat. Shade), “Non 6ento nada” (feat. Paris Boy) e “Tutto sbagliato”. “Il numero del titolo prende spunto dal numero ricorrente della mia vita – ci ha spiegato il cantautore -. Nei momenti delicati che ho vissuto e che vivo quando sono sotto pressione vedo numeri doppi. Quando accade penso che qualcuno mi stia aiutando e proteggendo”. Simone Baldasseroni, questo il vero nome dell’artista, propone un progetto più maturo e centrato con incursioni nel pop: “Credo di avere una consapevolezza diversa oggi. Una volta ero più incosciente e sconsiderato, forse meno strutturato. Facevo quello che mi passava per la testa. Oggi sono molto più attento anche ai piccoli dettagli”. “Tutto sbagliato” segna la svolta pop: “Ho voluto sperimentare diversi generi e mescolarli tra di loro, spostandomi così dalle mie radici hip hop e r&b. Credo sia stata una necessità che ho avvertito: quella di aprirmi agli altri”. I nuovi brani nascono da una lunga riflessione nata anche durante la pandemia: “Paradossalmente durante il periodo pandemico ho ritrovato me stesso. Dopo un momento in cui sentivo di essere sul punto di perdermi, ho avuto tempo per pensare e ripartire da zero”. In uno dei brani del disco “20 novembre” c’è il verso “la fama dà la fama toglie”. Cosa ha tolto a Biondo? “Ho perso tanti amici, tante battaglie, sono stato bloccato ma ho anche ricevuto tanto affetto dalle persone che ci sono e ci sono state. Ho capito davvero chi vuole stare con Simone. Sono morto e rinato dieci volte”. Parallelamente alla musica Biondo studia recitazione. Ha già partecipato a diversi film, come ad esempio in “È per il tuo bene” di Rolando Ravello e non è finita qui. Ci sono altri progetti cinematografici in ballo. “Sogno di fare un ruolo in un film horror nella parte di uno squilibrato”, confessa.

DARRN A NUDO TRA ELETTRONICA E CANTAUTORATO – Darrn è il progetto discografico di Dario Schittone, classe ‘97. Dopo aver caricato alcuni brani su YouTube (“per arrivare a più persone possibili”) Darrn viene notato da Asian Fake e a inizio 2019 pubblica il primo brano ufficiale “Yodel”. “Ginepro” segna un percorso artistico che unisce cantautorato, pop e elettronica in una nuova chiave. “Ginepro è un dialogo interiore, quasi una richiesta di perdono rivolta proprio a me – spiega il cantautore -. Ho cercato di essere meno pesante con me stesso e soprattutto ho colto l’occasione del trasferimento da Roma a Milano per conoscere nuove persone e nuovi artisti. Mi sto arricchendo molto e sento che c’è un bacino di artisti più connesso. A Roma è sempre una fatica e per farsi conoscere ci vuole tempo e fortuna, c’è anche chi ti critica in modo unilaterale. Sono spesso stato cinico proprio con me stesso anche perché vengo da una istruzione Classica e con due genitori laureati che adoro e loro adorano me. Ho cercato di non ‘deluderli’ frequentando per tre anni la Facoltà di Legge ma non ce l’ho fatta. La musica ha preso il sopravvento, così mi sono rimboccato le maniche. Non si potevano fare bene tutte e due le cose. Sentivo che non stavo spingendo verso la giusta direzione”. Nel futuro c’è una “raccolta” e non un disco: “Mi piace partire da un racconto, da una raccolta di esperienze. Ho scritto oltre 50 canzoni. Di materiale ne ho (ride, ndr)”.

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