Prima come cantante poi come presenza fissa nel cast, Achille Lauro e il Festival di Sanremo sono ormai un connubio imprescindibile. Così quest’anno, per la quarta volta sul palco dell’Ariston, l’artista ha deciso di rimettersi in gioco e di portare in gara “Domenica”, assieme all’Harlem Gospel Choir per stupire ancora una volta il pubblico a casa e in platea. Gli abbiamo chiesto se a questo punto per il prossimo anno non punti alla direzione artistica e a FqMagazine ha risposto con sicurezza: “Certo, se me lo offrissero molto volentieri”. E il cast ideale? “Siamo in un momento molto importante in cui ci sono nuove forze musicali, quindi aspetterei a far nomi per ora. – spiega a FqMagazine – Ogni anno c’è una nuova scoperta. Sono molto felice del Sanremo di quest’anno perché è molto ‘giovane’ e soprattutto ci sono artisti che si sono aperti anche alla musica punk e sperimentale. Quindi sono fiducioso nelle nuove leve”.

Intanto Lauro ha annunciato i prossimi progetti come l’uscita l’11 febbraio di “Lauro – Achille Idol Superstar” con 7 nuove bonus track tra cui “Domenica”, sarà il primo artista in Europa a proporre un evento-concerto nel mondo del metaverso e del gaming e ha annunciato il tour “Achille Lauro Superstar – Electric Orchestra”, dove sarà accompagnato da 52 elementi, oltre ai 5 componenti della band, al via il 27 maggio con l’apertura della terza data al Palazzo dello sport di Roma. Intanto Lauro mette le mani avanti sulla gara: “Ho letto delle cose in giro su ‘Domenica’, ma anche di ‘Me ne frego’ si disse che faceva cagare ma poi è stata una delle cose più dirompenti nella musica italiana di questi ultimi anni. Andiamo a Sanremo per portare sempre qualcosa di diverso, ciò che gli altri non fanno. Per me Sanremo vale come un live, o come un programma tv di quattro minuti, uno spettacolo mio a 360 gradi”. La domenica di Lauro è la libertà: “È essere libero, il giorno in cui ci si diverte, si esce, si scopa e si fa tutto quello che è bello fare”.

Il 2022 sarà ricco di altri progetti, ancora top secret dalla musica alla moda, e sono il frutto di un lavoro di cinque mesi in isolamento su un’isola assieme ai suoi musicisti, ma anche dei viaggi fatti nei mesi scorsi “perché il mio lavoro è anche questo, assorbire il più possibile da quello che mi circonda”.

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